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Venerdì 07 Agosto 2020

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BALLE DI PAGLIA

Latte tra scienza e falsi miti. Più «forte» delle fake news

Fonte di proteine nobili e altri importanti nutrienti per il metabolismo umano, è demonizzato con una serie infinita di «bufale»

Latte tra scienza e falsi miti. Più «forte» delle fake news

CREMONA (2 agosto 2020) - Donatello Sandroni, con la Libera Agricoltori, ha ideato la rubrica 'Balle di paglia' contro le fake news. E' laureato in Scienze Agrarie con dottorato in tossicologia. È giornalista, scrittore e divulgatore scientifico.

Tante bovine e fiumi di latte, anche se mai abbastanza, a quanto pare, viste le importazioni che comunque toccano all’Italia per soddisfare la domanda interna di prodotto. Eppure, anche considerando la sola zootecnia da latte che aderisce su base volontaria alle attività di controllo, si contabilizzano in Italia più di 1,35 milioni di lattifere, allevate in circa 15 mila allevamenti. E questo si stima sia solo il 75% di tutto il patrimonio nazionale. Cremona è da sempre portabandiera di tale settore produttivo, fornendo tanto latte utile non solo al consumo fresco, bensì alla produzione di yogurt, formaggi e altri latticini, pure con qualche curiosità: il latte vaccino è stato recentemente approvato fra le «sostanze di base» per un uso alquanto atipico, cioè come antiodico in agricoltura. Un uso che può far sorridere gli esperti di fitoiatria, ma che fa comunque intuire l’estrema eterogeneità d’usi che il latte può offrire. Genetica e miglioramenti nella nutrizione e nelle cure veterinarie hanno poi fatto sì che rispetto ai primi anni ’60 si sia saliti da poco più di quattro tonnellate a lattazione fino alle circa nove e mezza attuali. Più che un raddoppio produttivo quindi, a dimostrazione di come la tecnologia sia un’opportunità da sposare e non un nemico da combattere, persino in ottica ambientale, come visto in alcune puntate precedenti. Eppure, nonostante l’importanza del settore lattiero-caseario, sono fioriti molteplici attacchi sotto altrettanti punti di vista. Delle false accuse agli allevamenti di contribuire alla diffusione del Covid-19 se n’è parlato nel primo numero della rubrica Balle di paglia, fornendo tutti i dati necessari a comprendere quanto tali accuse fossero strumentali e faziose. In tal senso, pare invece che un componente del latte, la lattoferrina, sia addirittura un alleato nel combattere proprio il Coronavirus, almeno stando alle prime esternazioni di alcuni ricercatori delle Università romane di Tor Vergata e della Sapienza. Tale proteina, acquisita dai bambini nel corso dell’allattamento, ne potrebbe spiegare la minor predisposizione a subire il virus, grazie alla funzione di sostegno al sistema immunitario che proprio la lattoferrina assicurerebbe. I ricercatori avrebbero testato tali effetti su alcuni pazienti, sintomatici e non, rilevando come nel volgere di una decina di giorni i sintomi si siano affievoliti e i pazienti positivi, asintomatici, si fossero negativizzati. Ora - la prudenza è d’obbligo - si attendono ovviamente conferme più ampie di tali prime evidenze cliniche, però sarebbe alquanto ironico che proprio dal latte venisse un aiuto contro il Coronavirus, dopo che l’intero comparto lattifero è stato ingiustamente messo alla gogna per mesi con accuse gravissime rivelatesi poi infondate. Ma le bufale non si fermano alle polveri sottili, purtroppo. Molto spesso il latte è stato bollato come veleno o addirittura killer bianco, diffondendo fake news surreali contrarie a quanto emerge dall’analisi dei dati scientifici disponibili.

ARTICOLO INTEGRALE SU LA PROVINCIA DI DOMENICA 2 AGOSTO 2020

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01 Agosto 2020