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EMERGENZA SANITARIA

Pronto soccorso chiuso, il Piacentino in rivolta

L’Ausl vuole bloccare quello di Fiorenzuola: per tutta la Bassa sarebbe un problema

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

18 Maggio 2020 - 10:04

Pronto soccorso chiuso, il Piacentino  in rivolta

FIORENZUOLA D'ARDA (18 maggio 2020) - Un unico pronto soccorso per l’intera provincia di Piacenza (quello cittadino) con i residenti della Bassa teoricamente costretti a percorrere più di 30 chilometri per raggiungere il presidio sanitario di riferimento. É questa la proposta avanzata dall’Ausl di Piacenza, che intenderebbe chiudere temporaneamente il pronto soccorso di Fiorenzuola, riferimento importante per la Val d’Arda, e trasformare l’ospedale di Castel San Giovanni in centro Covid-19. Convogliando dunque tutte le emergenze sanitarie di altro genere a Piacenza. Una scelta che, secondo molti politici locali, significherebbe costringere buona parte della popolazione a spostarsi altrove in caso di urgenze. Per quanto riguarda i residenti della Val Tidone quell’altrove vorrebbe dire Pavia, mentre per quelli di Monticelli e Castelvetro si tratterebbe inevitabilmente di Cremona. Cosa che, va detto, nella maggior parte dei casi già avviene soprattutto per quanto riguarda le emergenze 118.

La presidentessa della Provincia, Patrizia Barbieri, a nome dei sindaci del territorio si è confrontata col dirigente Ausl Luca Baldino ed è in attesa di «una sintesi per la riorganizzazione procedurale, logistica e strutturale delle attività sanitarie, che sappia intercettare le esigenze territoriali e, in estrema sicurezza per tutti, sappia gestire un’eventuale ripresa epidemica». Ma anche se non ancora ufficiale, la proposta dell’Ausl ha già sollevato un polverone.

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