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LA LETTERA DI BEPPE SEVERGNINI

«Torneremo a sorridere insieme»

Beppe Severgnini

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

23 Aprile 2020 - 10:14

Torneremo a sorridere insieme

Caro Marco, caro direttore,

questo non è un editoriale, è un saluto. Il saluto affettuoso di un cremasco a tutti i cremonesi e a Cremona. Un saluto da Crema, dove credo di non aver trascorso così tanto tempo dai miei esordi con «La Provincia» (ora trovo il coraggio, e ti mando il tesserino dell’epoca: se i parrucchieri non riaprono, tra poco sarò di nuovo così!).

Ti sembrerà un attacco spensierato, visti i tempi. L’ho fatto apposta. Temo la retorica, nemica di noi giornalisti (forse anche di noi italiani). Di questi tempi, c’è infatti il rischio di esagerare con i superlativi e mescolare lacrime e parole. Lacrime sincere, sia chiaro: siamo una terra martoriata, chi non conosce qualcuno che se n’è andato troppo presto? E superlativi meritati: sappiamo quanto stanno facendo i nostri medici, i nostri infermieri e i nostri sanitari (negli ospedali di Cremona, di Crema, di Oglio Po, sulle ambulanze, nelle nostre città e nei nostri paesi).

Comprendiamo la fatica quotidiana degli amministratori locali, che troppo spesso in passato abbiamo trattato con sospetto offensivo. Capiamo l’impegno di chi la mattina esce di casa, indossa la mascherina e va a lavorare: nei negozi, nei campi, nei trasporti, nei servizi, nelle fabbriche rimaste aperte. Conosciamo la serietà dei carabinieri, dei poliziotti, della polizia locale, dei soldati. Ho conosciuto il tenente colonnello Michele Ricci, comandante del Terzo Reparto Sanità «Milano», che in pochi giorni, qui a Crema, ha messo in piedi uno strabiliante ospedale da campo. Sorride sempre, non si vanta mai.

Niente retorica, perciò. Cerchiamo invece di capire quale formidabile lezione stiamo imparando . Una lezione che avremmo preferito evitare, certo: ma il destino non chiede il permesso. Stiamo imparando che i luoghi della nostra vita sono bellissimi, e spesso li abbiamo guardati con distrazione.

Stiamo imparando che in tanti sanno fare il loro lavoro, e quasi tutti i lavori sono importanti. Anche il nostro, posso dirlo? Quello che state facendo a «La Provincia» è ammirevole. E la mia ammirazione - personale, professionale - si estende ai tanti colleghi cremonesi e cremaschi che sul web, nei giornali, in televisione e alla radio testimoniano, raccontano, spiegano. Chi non ammira l’Italia in questi giorni è uno stolto. Siamo forti quando pensiamo d’essere fragili, e viceversa. Siamo calmi quando potremmo agitarci. E solidali, superando le differenze politiche e geografiche (questo è quasi miracoloso). Certo, anche in Lombardia sono stati commessi errori. Certo, le indicazioni del governo, talvolta, non sono chiare (il prestito da 25 mila euro alle piccole imprese, per esempio, rischia di diventare un brutto pasticcio). Ma siamo sinceri: era difficile prevedere quanto sarebbe successo, e quasi impossibile immaginare che sessanta milioni di geniali indisciplinati accettassero di rispettare le regole, per una volta, offrendo il buon esempio al mondo.
Un abbraccio dalla piazza del Duomo di Crema, piena di sole e vuota di gente. Tornerà anche quella, tornerà l’estate, torneremo a sorridere insieme. Vedrete.

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Commenti all'articolo

  • lanzimb

    23 Aprile 2020 - 14:02

    peccato che il sorriso sarà coperto dalla mascherina.

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  • m.marzani

    23 Aprile 2020 - 12:21

    ... complimenti per la vista Severgnini!

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