il network

Giovedì 01 Ottobre 2020

Altre notizie da questa sezione

Oggi...


EMERGENZA SANITARIA

La «sfida» di don Lino nella lettera al vescovo

Il prete di Gallignano in Soncino non demorde e spiega a Napolioni la sua versione. Nella missiva il rammarico per la posizione della diocesi: «Potevate ascoltarmi»

La «sfida» di don Lino nella lettera al vescovo

SONCINO (23 aprile 2020) - «Purtroppo, e questo mi ha fatto male, la Curia Vescovile, senza minimamente interpellarmi, ha fatto pubblicare una nota in cui mi si accusa di non essermi attenuto alle prescrizioni civili e religiose. Piena sintonia con i miei superiori ai quali mi permetto di chiedere umilmente di ascoltare i propri sacerdoti prima di emettere sentenze che possono minare la tanto auspicata fraternità». Parole cortesi ma anche, impossibile nasconderlo, di rimprovero e delusione quelle che don Lino Viola ha affidato alla sua penna in una missiva ufficiale della parrocchia diretta al vescovo Antonio Napolioni e agli altri sacerdoti della diocesi. E’ la dura risposta dell’arciprete alla sua curia che l’ha scaricato in toto dopo che, avendo celebrato una messa alla presenza di qualche fedele, è stato multato per aver violato la quarantena. Pur solo, però non si scoraggia e, anzi, è già pronto alla battaglia legale: «Perché i carabinieri – rimarca – hanno proprio toppato».

«Dopo il comunicato della Curia Vescovile, sento l’obbligo di fare chiarezza su quanto è accaduto». Si apre così, con distacco pari a quello che si percepiva nella sopraccitata comunicazione del vescovo, la risposta di don Lino ai suoi superiori. Trentatré righe, quasi tutte occupate da una meticolosa ricostruzione dei fatti dal suo punto di vista, che si concludono con «stima e affetto» ma tradiscono un animo ferito dalla poca solidarietà dei piani alti, dichiaratamente attesa. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

22 Aprile 2020

Commenti all'articolo

  • Zaneletti

    2020/04/23 - 16:04

    "Non c’è bisogno di una chiesa per pregare Dio, come non c’è bisogno di scarpe per camminare o di vestiti per andarsene in giro. Scarpe, vestiti e chiese sono superflui, e se ne può fare benissimo a meno. A pensare questo sono generalmente coloro che ne fanno già a meno; fachiri, nudisti ed intellettuali......Questo tanti sembrano non capirlo, fuori e dentro la Chiesa. Se i sacerdoti sono solo impiegati, se la cattedrale è alla stregua di un ufficio, allora che stia pure chiusa e noi tutti a casa. Ma se lì c’è Cristo, ovvero ciò che davvero importa in questo mondo, allora posso fare anche a meno del resto, ma Lui datemelo, perché senza di Lui non c’è significato alle cose...."

    Rispondi

  • sergio

    2020/04/23 - 14:46

    faccio notare anche a chi, per la Provincia, risponde alle lettere, che il Papa, in piazza san Pietro, ha presieduto una via crucis. Mentre la Veglia di Pasqua ( la Santa Messa più importante dell'anno) c'erano almeno 16 persone tra i banchi, distanziati e senza mascherine. So bene che il Vaticano è un altro stato, ma se la trasmetti su Rai1 senza fare commenti a riguardo, significa che va bene così. E non è il parroco a dover essere multato, ma al limite i fedeli tra i banchi, perché un prete che interrompa una Messa per cacciare il popolo spero di non vederlo mai (mentre entrare armati è un altro paio di maniche). Quel sant'uomo del Vescovo ha toppato quasi come i carabinieri

    Rispondi

  • VINCENZO

    2020/04/23 - 10:42

    BRAVO DON LINO VIOLA I CRISTIANI MORIVANO PER PREGARE IL NOSTRO SIGNORE GESÙ' CRISTO, VINCENZO GALLINA

    Rispondi