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EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus, «Salvo! Ora penso agli altri»

La testimonianza di Romeo Domaneschi, da 25 giorni ricoverato in ospedale e in via di guarigione

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

07 Aprile 2020 - 06:23

Coronavirus, «Salvo! Ora penso agli altri»

Romeo Domaneschi

CREMONA (7 aprile 2020) - Dal reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Cremona riceviamo questa bella testimonianza che volentieri pubblichiamo.


di Romeo Domaneschi *
Sono arrivato all’ospedale di Cremona alle 14,30 di venerdì 13 marzo accompagnato da Enrica, mia moglie, fin sulla soglia della tenda azzurra triage posta sul percorso che porta al pronto soccorso vero e proprio. Da allora, dopo un fugace saluto con la mano non ci siamo ancora rivisti. Sono stato subito accolto, monitorato, indagato con analisi del sangue, tac, tampone e diagnosticato positivo al virus Covid 19. A prendersi cura di me personale sanitario efficiente, professionalmente impeccabile, umanamente straordinario per i modi garbati ed amorevoli (non esagero) con i quali hanno assistito me e con il quale assistono tutti i pazienti, nessuno escluso. Dopo trenta ore trascorse in un letto del pronto soccorso, da sabato sera 14 marzo, ore 19,30, sono ricoverato nel reparto di neurochirurgia, attrezzato, come molti altri dell’ospedale maggiore per assistere i malati di Covid 19. Sono esausto. Mi hanno sfinito la polmonite e l’attesa di trenta ore. Già dalla sera di venerdì non posso fare a meno dell’ossigeno. Mi muovo a fatica, con una lentezza che non conoscevo. Ho impiegato quasi tutta la notte a spogliarmi. Prima i pantaloni, qualche ora dopo il maglione, infine la camicia.
Ci assiste in reparto (e mi sento di interpretare anche i sentimenti degli altri ricoverati) personale sanitario straordinario per la professionalità e l’umanità con le quali svolgono un compito prezioso e delicato. Incontro giovani medici e infermieri cremonesi, altri invece arrivano da lontano per mettersi a nostra disposizione. Instancabili, fanno turni di dodici ore accompagnando la loro presenza con il sorriso e una parola d’incoraggiamento. Persone meravigliose che lavorano rischiando in prima persona perché per offrirci la loro assistenza si espongono al rischio del contagio. Persone impagabili che mi hanno, ci hanno, consentito di conservare la vita, quella vera che ci permette di stare con i nostri cari, incontrare gli amici, fare progetti per il futuro. Questa terribile pestilenza ci ha fatto scoprire e riscoprire valori che pensavamo perduti. Travolti dalla frenetica quotidianità che viviamo. Devo ricordare anche, riconoscente, le testimonianze di amore, di amicizia e affetto che ho ricevuto dai miei cari familiari, dagli amici, e da persone che pensavo, sbagliando, si fossero allontanate o dimenticate di me. Ebbene questo sostegno, anche con una preghiera, questo amore sono stati determinanti per la mia guarigione quanto i farmaci, li hanno potenziati. Grazie di cuore. Ho un desiderio: poter donare altrettanto sostegno e amore alle persone in difficoltà che il Signore mi farà incontrare. Sarà un dono che non andrà a impoverire il tesoro di carità che ho ricevuto. Ma lo arricchirà.

* Nella foto Romeo Domaneschi a Tulum, in Messico. Ex ferroviere, volontario anche del Touring, è appassionato di fotografia e viaggiatore

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