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Martedì 26 Maggio 2020

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EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus: i test all'ospedale di Cremona promuovono il Tocilizumab

Il Maggiore al centro dello studio gestito a livello nazionale Machiavelli e Cuzzoli: 'Dati confortanti'

Coronavirus: i test all'ospedale di Cremona promuovono il Tocilizumab

CREMONA (1 aprile 2020) - In attesa dei risultati ufficiali, c’è già una certezza che emerge dai riscontri diretti sugli studi clinici a cui ha partecipato l’ospedale Maggiore: il Tocilizumab – il farmaco anti-artrite reumatoide il cui protocollo di sperimentazione è stato messo a punto dall’Istituto Pascale di Napoli – sta offrendo segnali positivi nel trattamento delle complicanze da Covid-19. Lo affermano gli specialisti impegnati nella fase di test, tra cui il direttore del Servizio di Farmacia Ospedaliera, Andrea Machiavelli, e una voce importante all’interno dell’Asst, quella del direttore del Pronto soccorso, Antonio Cuzzoli. Lo conferma anche Paolo Ascierto, l’oncologo del Pascale che ha lanciato la sperimentazione coordinata dall’Agenzia Italiana del Farmaco. «L’ospedale di Cremona è stato coinvolto in tre dei cinque studi clinici attualmente in corso in Italia – spiega Machiavelli –. Due di questi riguardano il Remdesivir, antivirale diretto, l’altro il Tocilizumab, antireumatico indicato per ridurre la tempesta citochinica che rischia di portare ad un’insufficienza multiorgano».

Machiavelli quindi osserva: «La disponibilità di queste terapie si deve ai rapporti di collaborazione stretti dai nostri specialisti con le case farmaceutiche. I farmaci ci sono stati forniti in forma totalmente gratuita». E ora si avvicina il momento della verità. I risultati definitivi degli studi clinici arriveranno a breve, ma quelli preliminari parlano di «dati confortanti soprattutto sul Tocilizumab, il cui utilizzo sui pazienti affetti da polmonite è coinciso con un miglioramento clinico rapido».

Se effettivamente l’anti-reumatico si rivelerà decisivo nella battaglia contro il Coronavirus, Cremona potrà appuntarsi una stella al petto. Perché nella storia della lotta al Covid-19, il presidio di viale Concordia avrà offerto un contributo di importanza essenziale.

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01 Aprile 2020