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Mercoledì 27 Maggio 2020

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EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus, Pizzighettone: l'arte per incoraggiare chi lotta e ricordare le vittime

Da un'idea di Sara Sghirinzetti: foto, disegni e pensieri verranno raccolti e il progetto Andrà tutto bene si concluderà con un’opera collettiva, una mostra e allestimenti in paese

PIZZI

PIZZIGHETTONE (29 marzo 2020) - L’arte per incoraggiare quanti ancora stanno lottando contro il Covid-19 e per ricordare le vittime: il Comune di Pizzighettone, in collaborazione con il Punto informagiovani locale, ha presentato il progetto Andrà tutto bene che si concluderà con un’opera collettiva, una mostra e allestimenti in paese.

Ideato dalla pizzighettonese Sara Sghirinzetti, laureata in Comunicazione e didattica dell’arte presso l’Accademia di Brera e studentessa del biennio specialistico di Terapeutica artistica, l’iniziativa vuole veicolare attraverso il linguaggio dell’arte questo particolare e doloroso momento storico, fatto di angoscia e preoccupazione, ma anche di riflessione e di spunti che dobbiamo essere in grado di cogliere.

Non è necessario avere competenze artistiche per poter aderire, ma basterà semplicemente inviare una foto, un disegno, un pensiero agli indirizzi informagiovani@comune.pizzighettone.cr.it o sara.sghirinzetti@gmail.com.

Il materiale pervenuto verrà catalogato, diffuso attraverso i canali web dell’amministrazione ed entrerà a far parte di un’opera collettiva cartacea e di una mostra, mentre una parte di esso verrà riprodotto su tessere di ceramica che andranno ad arricchire alcuni punti del borgo.

«Dato il grande successo che ha riscosso la challenge #andràtuttobene che ha visto balconi e cancelli colorati di speranza - spiegano gli organizzatori -, il progetto Andrà tutto bene vuole essere un’ulteriore proposta che possa essere ricordata quando tutto sarà finito. Ci è piaciuto dare spazio ad una giovane studentessa pizzighettonese convinti della bontà del suo progetto e ci auguriamo che molti cittadini, grandi e piccoli, possano aderire in modo trasversale, perché la carica emotiva di questa emergenza ha lasciato segni indelebili in tutta la comunità: dai bambini della scuola dell’infanzia agli adulti, per arrivare alla popolazione più anziana e fragile».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

29 Marzo 2020