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Astrofisica, enigma blazar: risposta possibile nelle Alp

L’ipotesi del cremonese Marco Roncadelli e dei suoi colleghi di Inaf e Infn: «Abbiamo provato a esplorare uno scenario non convenzionale»

Astrofisica, enigma blazar:  risposta possibile nelle Alp

Marco Roncadelli

PAVIA (4 marzo 2020) - C’è anche l’astrofisico cremonese Marco Roncadelli tra i ricercatori che hanno proposto una nuova ipotesi per risolvere l’anomalia osservativa di alcuni blazar. Roncadelli, nato nel 1955, ha frequentato il liceo scientifico Aselli. Ha proseguito gli studi a Pavia, membro del Collegio Ghislieri, per poi approfondire le sue ricerche al Cern di Ginevra, a Monaco e alla Normale di Pisa. Attualmente Roncadelli è Senior staff scientist dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare e dell’Istituto italiano di Astrofisica di Milano.
Molti dei fenomeni che osserviamo nel nostro universo ancora non hanno una spiegazione, e talvolta per formulare possibili soluzioni a questi enigmi è necessario uscire dalla solidità delle attuali teorie standard esplorando scenari di Nuova Fisica. Così un gruppo di ricercatori dell’INAF Istituto Nazionale di Astrofisica e dell’INFN, per risolvere un’anomalia osservativa di alcuni blazar, ha proposto una soluzione che coinvolge ipotetiche particelle, predette da varie teorie, possibili candidate a comporre la materia oscura: le cosiddette ALP, Axion-Like Particle, particelle neutre leggerissime che si accoppiano ai fotoni di luce. Tra i firmatari dell’articolo, vi è anche Giovanni Bignami, astrofisico di fama internazionale, scomparso nel 2017, che ha dato il suo ultimo contributo scientifico proprio nello studio pubblicato ieri sul Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

«Per riuscire a superare l’inaspettata correlazione tra gli spettri emessi e la distanza dei blazar, abbiamo provato a esplorare uno scenario non convenzionale, scegliendo quello in cui sono presenti le ALP», spiega Marco Roncadelli, ricercatore dell’INFN di Pavia e dell’INAF di Milano. «In questo modo la propagazione dei fotoni nello spazio cosmico viene alterata: in presenza di un campo magnetico - in questo caso quello extragalattico - i fotoni talvolta si comporterebbero come ‘veri’ fotoni, e talvolta come ALP. In altre parole, saremmo in presenza di oscillazioni fotoni-ALP, simili alle oscillazioni dei neutrini da un tipo a un altro».

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03 Marzo 2020