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IL CASO

Licenziamenti alla Provincia? No, la fake news di uno stalker

Licenziamenti alla Provincia? No, la fake news di uno stalker

CREMONA (24 febbraio 2020) - Licenziamenti al giornale La Provincia? Una fake news diffusa online. Rispetto a quanto apparso nei giorni scorsi in rete, un lettore ci ha scritto una lettera chiedendo delucidazioni e abbiamo colto l'occasione per fare chiarezza. Ecco il botta e risposta, pubblicato anche nella rubrica Spazio Aperto a pagina 35 del giornale di oggi

LA LETTERA
Egregio direttore,

ho letto con molto piacere il suo ultimo Punto che ci ha resi partecipi dei brillanti risultati ottenuti dal suo e nostro giornale e degli importanti progetti che avete messo in cantiere per il futuro. Ho letto, però, anche un blog che dice che non è vero niente. Anzi, che La Provincia rischia di dover licenziare o mettere in cassa integrazione i suoi giornalisti. Com’è possibile leggere cose tanto differenti? Non dubitando della sua sincerità, mi chiedo: perché lasciate che qualcuno pubblichi notizie false sul vostro conto senza smentirle?
Sergio Rossi
(Cremona)

LA RISPOSTA DEL DIRETTORE
Egregio signor Rossi, la ringrazio per questa sua domanda così diretta e inusuale, perché mi offre l’occasione per fare chiarezza. Purtroppo, a Cremona esiste un blogger - tale Flaminio Cozzaglio - che da anni conduce una strumentale battaglia personale contro La Provincia e che tutti mi consigliano di ignorare per lasciarlo nella sua irrilevanza. Mi sforzo ogni giorno di ascoltare il suggerimento: finché le critiche sono rivolte a me le sopporto con francescana pazienza, ma - come lei giustamente osserva - non posso tollerare che si inventino autentiche fake news a danno del giornale, della mia redazione e del mio editore, anche se so che quest’assurda situazione dura da anni, con tanto di ricorso al tribunale da parte del mio predecessore. Si tratta banalmente di un fastidio che ho ereditato fin dal mio arrivo a Cremona, un anno fa, senza aver mai avuto il piacere di conoscere di persona questo bizzarro interlocutore, che evidentemente ha un’idea tutta sua dell’informazione: basta leggere ciò che pubblica con patologica frequenza per capire che si tratta di una persona priva di equilibrio. Secondo l’esimio signor Cozzaglio qualcuno ha sempre ragione e qualcun altro ha sempre torto; i gialli sono sempre buoni e i verdi sempre cattivi; i blu sempre dalla parte giusta e i rossi dalla parte sbagliata. Lo stabilisce lui, naturalmente. A prescindere. In questi dodici mesi sono stato quasi quotidianamente oggetto delle sue maniacali attenzioni da stalker. In un più di un’occasione ho cercato di capirne le ragioni, ma quando mi sono reso conto che le sue non sono critiche sensate, ma solo bieche strumentalizzazioni e sistematiche deformazioni della realtà, mi sono convinto che non valesse e non valga la pena perderci tempo. Se una persona prende una frase da un mio intervento, la estrapola totalmente dal contesto, la allontana dal suo significato originario e su quel presupposto costruisce una critica totalmente priva di fondamento, non merita neppure di essere presa in considerazione. Ognuno, ovviamente, è libero di avere le sue opinioni e di scegliere le letture che preferisce, ma chi si costruisce un pulpito digitale e vi sale per pontificare praticamente su tutto dovrebbe avere almeno la decenza di scrivere cose vere, di documentarsi, di trovare informatori più attendibili. Se il signor Cozzaglio osservasse almeno queste minime regole di correttezza e di onestà intellettuale eviterebbe di incappare in scivoloni imbarazzanti, pubblicando post come quello che lei ha letto e che sottopone alla mia attenzione. In particolare, non è assolutamente vero che l’editore de La Provincia abbia raggiunto il limite massimo di durata del regime di solidarietà per la redazione de La Provincia, tanto da avere come unica alternativa il licenziamento di alcuni giornalisti o il ricorso alla cassa integrazione per i propri dipendenti: volendo, avremmo diritto per un altro anno a tale ammortizzatore sociale, ma i conti in ordine del bilancio - grazie alla ripresa del mercato pubblicitario e alla continua crescita della nostra presenza online, oltre ai segnali positivi delle vendite in edicola recentemente certificate dall’Ads - ci consentono di farne a meno e di sospenderne l’applicazione. Posso garantire a lei e a tutti i nostri lettori che al momento La Provincia non ha alcuna necessità né intenzione di licenziare o mettere in cassa integrazione i propri preziosi dipendenti. Quanto agli investimenti decisi dell’editore per dare ulteriore sostanza ai progetti di rilancio della testata - impegni formali di cui ringrazio pubblicamente il presidente Riccardo Crotti e l’intero consiglio di amministrazione di Sec - sono messi nero su bianco, non soltanto vaghe promesse. E i risultati si vedranno a breve. Ogni altra illazione squalifica chi la diffonde, non noi.

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24 Febbraio 2020