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Martedì 07 Luglio 2020

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LOTTA AL BULLISMO

Flavia Marchini dal prefetto per il suo coraggio e la sua bontà

Il ringraziamento del sottosegretario all'Istruzione: «Brava! Hai creato un ponte»

Flavia Marchini dal prefetto per il  suo coraggio e la sua bontà

Flavia Marchini a Palazzo del Governo

CREMONA (18 febbraio 2020) - Gli occhi innocenti che brillano nel suo volto di bambina ci fanno sentire piccoli. Con il candore dei suoi 11 anni, Flavia Marchini ha impartito a tutti una lezione impossibile da dimenticare: denunciare il bullismo con parole amorevoli è la più naturale delle reazioni, l’unico modo possibile per riappropriarsi di una normalità negata, sopraffatta dalla volgare banalità della violenza. Non ha più bisogno di parole, Flavia: quelle che aveva nel cuore le ha già riversate, una dopo l’altra, nella lettera spedita una manciata di giorni fa al quotidiano La Provincia e rivolta a quella coetanea che la perseguita da mesi. Parole che, oggi, scuotono e commuovono mezza Italia. Mentre ruota lo sguardo tra i velluti e i decori delle sale del Palazzo del Governo, con il suo stupore di ragazzina, Flavia sembra dire: «Non ho fatto niente di eccezionale». Eppure lì, nel luogo più istituzionale della città, oggi si celebrano il suo coraggio e la sua bontà. È stato il prefetto, Vito Danilo Gagliardi, a invitarla di persona. Per elogiare il suo gesto e dare eco al suo messaggio che spazza via l’odio con la forza del sorriso. Al fianco di Gagliardi ci sono anche il questore, Carla Melloni, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Marco Piccoli, il comandante provinciale della Guardia di Finanza colonnello Cesare Maragoni, il viceprefetto Alfonso Sadutto e il provveditore Fabio Molinari. È proprio quest’ultimo a congratularsi per primo con Flavia, stringendole a lungo la mano: «Grazie, hai dato un grande esempio a tutti noi».  Poi Gagliardi: «Come rappresentante di tutte le istituzioni cremonesi, ti ringrazio per avere accettato il mio invito»

L'eco di «Nodo blu», la lettera di Flavia, ha superato i confini della provincia di Cremona. «Il bullismo è la piaga silenziosa che attraversa e avvelena la nostra scuola e la nostra società. Vive della solitudine, si ingrossa nella violenza, si alimenta di paure e fragilità». Lo scrive su Facebook il sottosegretario all’istruzione Peppe De Cristofaro. «E lascia dietro sempre due vittime - prosegue il sottosegretario di Leu - chi ha subito la violenza, certamente, ma anche chi l’ha prodotta; in un’assenza di sentimenti e relazioni che ha ragioni e responsabilità ben maggiori di quelle che può sostenere un bambino, una bambina o un ragazzo. Per questo sono convinto che il bullismo si combatta prima di tutto educando alle differenze. Grazie Flavia! Con il tuo coraggio e la tua forza hai alzato un muro e hai creato un ponte. E hai mostrato a tutti noi - conclude De Cristofaro - e a noi adulti prima di tutto, che il bullismo non si affronta sommando violenza a violenza, ma rompendo la morsa di silenzio e paure di cui si nutre».

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18 Febbraio 2020