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Domenica 05 Aprile 2020

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LA STORIA

Il futuro di Moussa è di nuovo a rischio

Ha attraversato il deserto e il mare ma ora c’è l’ombra della clandestinità

Il futuro di Moussa è di nuovo a rischio

CREMONA (17 febbraio 2020) - Un lavoro a tempo indeterminato, una casa in affitto, la licenza media con 10 e lode, il volontariato nell’associazione Siamo Noi e un italiano fluente. La storia di Kone Moussa, 28 anni, arrivato dalla Costa d’Avorio nel 2017, è un perfetto esempio di integrazione e di successo per lui e per chi lo ha aiutato. Eppure, «a causa dei decreti di Minniti prima e di Salvini poi», Kone potrebbe ritrovarsi da un giorno all’altro a sprofondare nella clandestinità.

«Sono scappato dal mio Paese - racconta - dopo il giro di vite del governo contro i sindacati studenteschi. Ero un esponente della Fesci, vicina all’opposizione, e dopo uno sciopero mi hanno arrestato con i miei compagni. Sono riuscito a fuggire e dopo aver attraversato il deserto del Sahara impiegando una settimana, sono rimasto cinque mesi in Libia in una cantina. Poi ho attraversato il mare con il gommone, sono arrivato a Lampedusa e poi alla Casa dell'Accoglienza a Cremona». 

Ma ora tutto questo impegno rischia di cadere nel nulla. L’uomo infatti a settembre 2018 si è presentato davanti alla commissione provinciale per ottenere la protezione internazionale. «A gennaio - spiega - ho saputo che la mia richiesta era stata bocciata. Ho presentato subito ricorso e mi è stata stata fissata una nuova udienza per il 24 maggio. Se non dovessi avere l’asilo, non potrò più conservare il contratto di lavoro e senza lavoro perderò anche la casa. Ma io sono fiducioso e ottimista».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

16 Febbraio 2020

Commenti all'articolo

  • roberto

    2020/02/17 - 13:35

    ok, facciamo le leggi ad personam...se ci sta bene resta, senno a casa...oppure teniamoli tutti..

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