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Giovedì 27 Febbraio 2020

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INTERVENTO D'ECCEZIONE ALL'OSPEDALE DI CREMONA

Infortunio sul lavoro, braccio riattaccato a un 22enne

Gioco di squadra, competenza e tempestività hanno consentito agli ortopedici e ai chirurghi cremonesi di operare in emergenza un caso di estrema gravità

Infortunio sul lavoro, braccio riattaccato a un 22enne

CREMONA (14 febbraio 2020) - Intervento d’eccezione all’Ospedale di Cremona per un caso di estrema gravità, arrivato in emergenza in Pronto soccorso, in seguito ad un incidente sul lavoro accaduto una sera del dicembre scorso. “Si è trattato di un grandissimo lavoro di squadra, svolto con competenza e spirito collaborativo, per il bene del paziente. Al di là di ogni retorica, questa storia racconta di una sanità bella, spesso la più nascosta, che rende merito all’Ospedale di Cremona che è un grande ospedale. Un ospedale fatto di professionisti capaci che sanno agire in team multidisciplinare nel concreto. E vi assicuro che accade ogni giorno - spiega Giuseppe Rossi (Direttore generale ASST di Cremona)”. “E’ una storia a lieto fine sia per Massimiliano, che dopo l’incidente sta affrontando il recupero dell’arto destro con coraggio, sia per l’ortopedia cremonese, che dopo un momento di crisi sta costruendo, con altrettanto coraggio, la sua rinascita – afferma Rossi. Certo, rimangono alcune criticità da risolvere, ma la strada intrapresa sta dando i primi risultati”.

Erika Maria Viola, Direttore dell’UO di Ortopedia dell’Ospedale di Cremona: “Massimiliano, un giovane uomo di 22 anni, è giunto in ospedale in seguito ad un infortunio sul lavoro con cattura, trazione e compressione dell'arto superiore destro, a livello dell'avambraccio e a livello del braccio. Non c’era tempo da perdere – spiega Viola. L’intervento è iniziato immediatamente, al punto che parte della diagnostica è stata completata direttamente in sala operatoria. L’emergenza era dettata dalla sezione dell'arteria brachiale e il paziente era a rischio di emorragia”.  “Naturalmente è stato un grande lavoro di squadra che ha coinvolto in modo multidisciplinare l’équipe di Radiologia, Anestesia, Chirurgia Vascolare, Ortotrauma e Neurochirurgia. Tutti i passaggi sono stati condivisi, c’è stata grande collaborazione fra i diversi specialisti – continua Viola. Insieme a me in sala operatoria c’erano Vittorio Baratta (Responsabile Chirurgia Vascolare), Alessandro Morandini (Neurochirurgo) e Stefano Caprioli (Ortopedico), Ahmed Ajiour e Fabiola Harizaj, (Anestesisti). Tutto si è svolto con il supporto indispensabile del personale infermieristico del gruppo operatorio che ha mostrato grande motivazione, competenza e professionalità”.

Il ricordo dell’incidente è netto, come il risveglio in Terapia intensiva e la presa di coscienza che sì, i chirurghi avevano salvato il suo braccio destro. Massimiliano ha deciso di raccontare ciò che ha vissuto e che sta affrontando con risolutezza ed energia positiva. “Perché – dice - le scale che portano al traguardo non si possono fare con le mani in tasca. In genere le persone si abbattano davanti al dolore, in realtà penso che il dolore possa anche insegnare. Certo, non sto dicendo di essere contento per quanto è successo, ma affronterò ciò che mi aspetta, passo a passo, con disciplina ed energia. La mia gratitudine va a chi mi ha soccorso, a chi mi ha operato e assistito, alla mia famiglia, alla mia ragazza Sara e ai colleghi che mi sono stati vicini”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

14 Febbraio 2020

Commenti all'articolo

  • marco

    2020/02/14 - 17:50

    Bella notizia ,complimenti.

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