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Giovedì 27 Febbraio 2020

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CREMONA. IL TESORO DI SANT'AGATA

I parrocchiani: «La tavola rimanga nella sua chiesa»

Don Maglia ai fedeli: «Il vescovo non impone, chiede confronto»

I parrocchiani: «La tavola rimanga nella sua chiesa»

CREMONA (15 febbraio 2020) - Ha già una sua collocazione in un’apposita sala del costituendo Museo Diocesano, a Palazzo vescovile, la Tavola di Sant’Agata attualmente custodita nell’omonima chiesa. Lo ha annunciato don Gianluca Gaiardi, incaricato per l’Ufficio dei Beni Culturali diocesani, suscitando mugugni ad alta voce fra i fedeli riuniti ieri sera nel teatro della parrocchia per l’assemblea convocata proprio per discutere il trasferimento dell’opera. Trasferimento che incontra l’opposizione di alcuni fedeli, che anche ieri sera hanno fatto sentire la loro voce.
Ad introdurre la serata è stato don Irvano Maglia che, forse intuendo l’aria foriera di contestazione, ha raccomandato: «Vi invito ad assumere un atteggiamento responsabile ed ecclesiale. A non dividervi in fazioni o partiti. L’assemblea — ha poi ricordato il sacerdote — è un organo della parrocchia con funzioni consultive. Il vescovo non ci impone la sua decisione, ma ci chiede di parlarne».
Alla stampa non è stato consentito assistere alla discussione, ma solo alla presentazione del progetto. Ma il clima era ben chiaro anche prima del dibattito, con molti fedeli desiderosi di esprimere il loro parere: «Il suo paventato spostamento — ha spiegato Vittorio Foderaro — avrà una sicura conseguenza. Il suo ancora vitale messaggio, non solo religioso, ma anche civile, sparirà. Un simbolo della comunità cremonese si sradicherà, perderà il suo significato simbolico per diventare un’opera d’arte come tante altre ed essere ricollocato, freddo ed inerte in un luogo straniante, senza storia e senza memoria».

14 Febbraio 2020