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Giovedì 27 Febbraio 2020

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CREMONA

La tavola di Sant'Agata al Museo diocesano, il vescovo: sarà valorizzata

Il trasferimento dell'opera è stato al centro di un incontro a palazzo vescovile tra monsignor Napolioni e i rappresentanti dell'unità pastorale

Tavola Sant'Agata

CREMONA (28 gennaio 2020) - Il cancello del palazzo vescovile si apre alle 20.40. I membri dei consigli pastorali e degli affari economici dell’unità pastorale di Sant’Agata, Sant’Ilario e Sant’Agostino arrivano a gruppetti, chi a piedi, chi in bicicletta. Il parroco, don Irvano Maglia è fra i primi a varcare la soglia del civico 5 di piazza Sant’Antonio Maria Zaccaria. Bocche cucite o quasi. C’è chi sottolinea come l’invito del vescovo Antonio Napolioni abbia come unico obiettivo illustrare il progetto del futuro Museo Diocesano, dove dovrebbe trovare nuova casa la Tavola di Sant’Agata. Il vescovo ha voluto l’incontro per fare un «punto di chiarezza», ha detto con sue parole.

Le posizioni di alcuni parrocchiani di Sant’Agata sono contrarie a lasciar andare la tavola, seppure in prestito, al futuro Museo Diocesano, ma non tutti la pensano così.

Alle 21.05 il portone si chiude, sono una trentina i rappresentanti che, accolti dal vescovo Napolioni, entrano e ascoltano come il Museo Diocesano accoglierà e valorizzerà la tavola di Sant’Agata. Gli esponenti dell’unità parrocchiale di Sant’Agata, Sant’Ilario e Sant’Agostino hanno seguito con attenzione. L’incontro si è protratto per oltre due ore, un tempo necessario a spiegare, in un clima disteso e di ascolto, cosa sarà il museo e quali le finalità religiose e non solo estetica della nuova sede espositiva che vuole valorizzare l’arte e la fede insieme. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

28 Gennaio 2020

Commenti all'articolo

  • Paolo

    2020/01/29 - 08:42

    si può veramente utilizzare l'antico modo di dire "Sant'Agata la fa scorta al dom"

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