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Giovedì 23 Gennaio 2020

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CREMONA. TESTIMONIANZA SHOCK

Quando il pericolo è in famiglia: "Botte alla mamma malata"

In aula, il racconto da brividi del figlio 20enne contro il padre accusato di insulti e lesioni alla madre. «Da sempre ho avuto paura che la uccidesse. Le dava calci e pugni anche quando faceva la chemio»

Quando il pericolo è in famiglia: "Botte alla mamma malata"

Il tribunale di Cremona

CREMONA (16 gennaio 2020) - Si sono sentiti al telefono lo scorso Natale, «per gli auguri». Ma è da un anno che non vede più suo padre. E non si è fatto intimorire quando, ieri, nell’aula di giustizia se lo è trovato davanti, al banco degli imputati, accusato di aver insultato e alzato le mani sulla sua mamma. «Da sempre ho avuto paura che la uccidesse, anche quando faceva la chemioterapia. Era una persona malata, che doveva essere assistita: continuava a picchiarla».
«Sono in soggezione, ma mi sento libero di dire la verità». Mario (nome di fantasia, ndr) ha 20 anni. Dall’età di 10 e sino al 2014, con la sorella più giovane ha assistito a scene di violenza, a cui i bambini non dovrebbe mai assistere.
È la seconda volta che viene portato in tribunale. Ieri, come testimone della madre, parte civile nel processo per lesioni e ingiurie nei confronti dell’ex marito. Qualche anno fa, nella causa civile di separazione dei suoi genitori. Il suo racconto parte da qui. «Dopo qualche mese ci sarebbe stato il processo penale. Spesso mio padre mi diceva : ‘Nel penale non devi dire quello che hai detto nel civile’. Io nel civile ho detto la verità. Mi diceva: ‘Attento a quello che dici, rischi di mandarmi in galera. Se dici cose contro di me, da me non avrai più niente. Ti diseredo. Né te né tua sorella avrete più niente. Spaventava sia me che mia sorella. Diceva: ‘ Ti faccio saltare il posto di lavoro’. All’epoca io andavo a scuola, ma non mi avrebbe poi aiutato per il lavoro’».
«Sono in soggezione». Il giudice fa accomodare il padre in fondo all’aula, nello spazio riservato al pubblico.
«Mi sento libero di dire la verità». Il figlio racconta: «Per anni ha offeso, picchiato e insultato la mamma. Papà si è allontanato definitivamente nel 2015». Il ragazzo precisa gli insulti. «Io ho cominciato a sentirli nel 2009. Inizialmente la insultava ogni tanto, qualche volta al mese, poi si sono ripetuti sempre di più: quasi tutti i giorni».
Papà picchiava la mamma? «Inizialmente, nel 2009, solo insulti, più o meno un anno dopo ha cominciato a picchiarla quasi tutti i giorni». E come la picchiava? «Pugni, calci, sberle, la prendeva per il collo, le lanciava oggetti che aveva per mano». Quando accadeva? «La sera o nel fine settimana». Episodi in particolare? «Una mattina le ha preso la testa e gliel’ha sbattuta contro una specie di credenza in cucina. Era tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011. Mia mamma stava facendo la chemioterapia ed era senza capelli. Pensavo fosse morta. Io volevo chiamare l’ambulanza, papà ha detto di no. Era svenuta, poi si è ripresa». Altro episodio. «Nel 2013, mi pare, o nel 2014, ricordo che ero alle superiori, ero sul divano con la mamma. Papà le ha tirato un libro e le ha fatto sanguinare il naso». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

15 Gennaio 2020

Commenti all'articolo

  • la talpa

    2020/01/16 - 13:55

    Persone malate che vanno curate…...ma anche punite in uguale misura del male che hanno fatto…...

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  • roberto

    2020/01/16 - 08:56

    Un grande abbraccio al ragazzo, lui si che è un uomo

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  • marco

    2020/01/16 - 07:57

    Ergastolo .

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