L'ANALISI
12 Gennaio 2020 - 08:11
CREMONA (12 gennaio 2020) - Emergenza piena: è sempre più avvelenata l’aria di Cremona e del territorio. E le previsioni per i prossimi giorni indicano ancora condizioni favorevoli all’accumulo degli inquinanti.
A CREMONA
Aumentano senza tregua le concentrazioni di polveri sottili e particolato fine. Il 9 gennaio, a dispetto del limite consentito di 50 microgrammi al metro cubo, le Pm 10 erano state isolate a 62 microgrammi al metro cubo in piazza Cadorna, a 60 in via Fatebenefratelli e a 58 a Spinadesco. E il giorno successivo, venerdì, ultimo di rilevamento, ecco che gli inquinanti sono schizzati a 67 microgrammi in piazza Cadorna, a 72 in via Fatebenefratelli e a 67 a Spinadesco. Peggio, molto peggio, le Pm 2,5: a fronte del tetto massimo tollerato di 25 microgrammi al metro cubo, i valori giovedì erano pari a 42 microgrammi in piazza Cadorna, a 47 in via Fatebenefratelli e a 46 a Spinadesco e in salita ulteriore venerdì, con concentrazioni di 53 microgrammi in piazza Cadorna, 65 in via Fatebenefratelli e 60 a Spinadesco.
A CREMA
Dopo i quattro giorni di tregua in cui le polveri sottili a Crema erano costantemente rimaste sotto la soglia di attenzione, venerdì le Pm10 sono tornate fuorilegge. La conferma è arrivata ieri dall’Agenzia regionale per l’ambiente. Secondo i dati rilevati dalla centralina di via XI Febbraio, nel quartiere di San Bernardino, le particelle inquinanti hanno raggiunto una concentrazione media nell’arco delle 24 ore pari a 68 parti per milione. Si è trattato del sesto giorno di sforamento dall’inizio dell’anno, il dodicesimo da Santo Stefano. Tra l’Epifania e giovedì, le polveri sottili erano invece rimaste sotto controllo, complice un lieve aumento della ventilazione al suolo, nonostante il perdurare delle nebbie, specialmente la sera e nelle prime ore del mattino. Da ricordare che il Comune di Crema non aderisce al protocollo regionale anti smog, che prevede il blocco permanente dei veicoli più inquinanti per tutto il periodo autunnale e invernale. Anche in caso di più giornate con le Pm10 oltre i limiti, non viene dunque predisposto il fermo delle auto e degli altri mezzi con motori benzina euro 0 e diesel euro 0, 1, 2 e 3.
A SORESINA
Nella cittadina il sollievo è durato poco. Venerdì la colonnina che indica la qualità dell’aria respirata dai soresinesi è tornata ad assumere colorazioni violacee: il segnale, per gli addetti ai lavori, che lo smog si è ripresentato in tutta la sua consistenza. Le polveri sottili si sono attestate a quota 67 microgrammi per metro cubo d’aria, superando per il sesto giorno dall’inizio dell’anno la soglia d’allerta; ancora più critica la situazione delle polveri fini (Pm 2.5), schizzate a 59 oltrepassando per l’ottava volta su dieci il limite di 25, simbolica linea di demarcazione tra aria respirabile e aria avvelenata. Dal Comune per ora nessun provvedimento: si attende di capire se il repentino peggioramento dell’altro ieri sia stato un caso isolato (difficile) o se invece rappresenterà l’inizio di una nuova settimana da bollino nero.
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