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IL DELITTO IN VIA MASSAROTTI

Il padre di Gloria ha confessato

Kouao Jacob Danho, ivoriano di 37 anni, è detenuto nel carcere di Pavia. Il 22 giugno scorso uccise la piccola di 2 anni per vendicarsi dell’ex compagna Isabelle, che in febbraio lo aveva lasciato

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

27 Dicembre 2019 - 14:26

Il padre di Gloria ha confessato

La piccola Gloria e il padre Kouao Jacob Danho

CREMONA (27 dicembre 2019) - Il 22 giugno scorso, subito dopo aver ucciso la sua bellissima bimba Gloria, di 2 anni, nell’appartamento di via Massarotti, davanti al pm prima e nel successivo interrogatorio di garanzia, si era inventato la «strampalata» storia di un rapinatore. Alcuni mesi dopo, detenuto nel carcere di Pavia, papà Kouao Jacob Danho, ivoriano di 37 anni, ha confessato il delitto della piccola Gloria. Un «brutale omicidio» per vendicarsi dell’ex compagna Isabelle, che in febbraio lo aveva lasciato, dopo l’ultima, violenta, lite, quando lui le aveva messo le mani addosso fino a romperle un timpano. Da allora, mamma Isabelle si era trasferita, con la piccola Gloria, nella casa protetta ‘Il Focolare Grassi’, in via Bonomelli. Una separazione che Danho non ha mai accettato. Anzi.
«Tu mi manchi e l’assenza di Gloria mi distrugge. Guarda Gesù Cristo di Nazareth sulla Croce. Sono pronto a fare tutto per te». Ed ancora: «Perdonami, ti chiedo di accettare il mio perdono. Pensa a Gloria».
Sono alcuni dei messaggini, scritti in lingua francese, che Danho ha scritto all’ex compagna. Senza mai ricevere risposta.
I messaggi sono stati tradotti e trascritti dal consulente tecnico della Procura che nei giorni scorsi ha depositato la perizia.
Il primo sms è del 12 marzo, l’ultimo del 2 maggio, quando Isabelle lo aveva bloccato sul telefonino. E lui le aveva scritto: «No, non è la soluzione. Ti prego per l’amore di Dio» .
Danho voleva riallacciare il rapporto con l’ex compagna, continuava a chiederle di perdonarlo. «Il mio cuore soffre, perdonami». E poi, «Je t’aime, mon amour» (‘Ti amo, amore mio’). Parla di una «grande maison», di una grande casa in cui tutti e tre sarebbero andati a vivere insieme.
In molti dei messaggi, cita «Dio e Gesù Cristo», il papà che ha assassinato la sua bambina. Una sera, nel dare la buon notte all’ex compagna, le ha scritto: «Non dare ragione al diavolo, dalla a Dio e a suo figlio Gesù Cristo», lui che si è trasformato in diavolo la mattina di quel maledetto 22 giugno, quando, alle 9.45 si era presentato al Focolare. 

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