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CREMONA

Caso Vero, Formigoni in aula l'11 febbraio prossimo

"Corruzione" il reato contestato all’ex governatore della Lombardia, in concorso con Simona Mariani, ex direttore generale dell’ospedale Maggiore

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

17 Dicembre 2019 - 17:14

Formigoni

Roberto Formigoni e il macchinario Vero

CREMONA (17 dicembre 2019) - Era così sofisticata, da renderla un ‘unicum’: sul mercato italiano, di apparecchiature così non ce n’erano. Ecco perché non vi era bisogno di un bando di gara per comprarla. Ed allora, diversamente da quanto ha sostenuto il consulente tecnico della procura, per l’avvocato amministrativista Adriano Pilia, «non è una anomalia» la procedura negoziata fatta dall’ospedale Maggiore per l’acquisto di Vero, l’acceleratore lineare costato 8 milioni di euro finanziati dalla Regione Lombardia, più altro mezzo milione per la costruzione del bunker. Apparecchiatura esclusiva, Vero, tanto che nessuno impugnò al Tar il provvedimento di aggiudicazione. Perché Giuseppe Lo Presti, imprenditore della Hermex Italia, era il solo fornitore in Italia. «Sono andato a vedere se la proceduta era stata oggetto di impugnazione. Non lo è stata». Pilia, consulente delle pubbliche amministrazioni e dal 2018 uno dei componenti del ‘Comitato tecnico scientifico legislativo’, organismo a carattere consultivo di supporto alla Regione Lombardia, lo ha affermato oggi a Cremona, testimone della difesa al processo per corruzione, il reato contestato all’ex governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, in concorso con Simona Mariani, lei ex direttore generale dell’ospedale Maggiore.
Il Celeste avrebbe ricevuto utilità per 447 mila euro, tra contanti, orologi, spese per viaggi tra il Sudafrica e la Croazia, e il noleggio di elicotteri e barche da Gianluca Guarischi, collettore di mazzette, per conto dell'imprenditore Lo Presti che allo stesso Guarischi pagò una maxi-tangente da 427mila euro, in cambio dello sblocco degli stanziamenti regionali.
In particolare, secondo l’accusa, Formigoni avrebbe garantito un «trattamento preferenziale» nelle gare per la fornitura delle apparecchiature mediche alla Hermex Italia. Guarischi avrebbe regalato a Natale del 2011 e del 2012, un orologio e un bracciale ‘tennis’ a Simona Mariani. «Per conto di Guarischi, io ho acquistato i gioielli e li ho portati in ospedale a Cremona alla dottoressa Mariani», ha confermato al processo Lo Presti. Sotto accusa c’è anche Carlo Lucchina, ex direttore generale della sanità lombarda, imputato di abuso d’ufficio.
Dallo scorso luglio agli arresti domiciliari dove sta scontando la condanna definitiva a 5 anni e 10 mesi di reclusione (il processo madre Maugeri/San Raffaele), Formigoni sarà a Cremona l’11 febbraio prossimo, quando si difenderà al processo-costola sulle presunte mazzette in sanità. E, come lui, si difenderanno Simona Mariani (l’assiste l’avvocato Leonardo Cammarata) e Lucchina, entrambi presenti in aula anche oggi.
Intanto in aula si è tornati a parlare di Vero, l’acceleratore lineare acquistato dal Sant’Anna di Como per 4milioni , quindi dall’ospedale Maggiore di Cremona, mentre saltò l’affare con l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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