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AMBIENTALISTI SULLE BARRICATE

Cremona, parco fotovoltaico: un'altra bufera

Proposta a Fondazione Città di Cremona per un maxi allestimento. Gli ecologisti incalzano il Comune: «Stop al progetto, troppo impattante»

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

14 Dicembre 2019 - 08:28

Cremona, parco fotovoltaico: un'altra bufera

Inquadrata da Google Maps, la zona dove dovrebbe sorgere il maxi parco fotovoltaico

CREMONA (14 dicembre 2019) - L’amministrazione comunale, che segue la partita con il sindaco Gianluca Galimberti, il suo vice Andrea Virgilio e l’assessore all’Ambiente Simona Pasquali, considerando come il progetto sia ancora in fase preliminare si è per il momento limitata a dare un parere sì positivo ma ancora informale, specificando la necessità di adottare accorgimenti che riducano al minimo impatto ambientale e visivo.
E Fondazione Città di Cremona, allo stesso modo, ha sì già garantito la propria disponibilità a concedere il diritto di superficie del terreno di sua proprietà ma ha anche prudentemente — e ovviamente — vincolato il via libera definitivo all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni degli enti preposti.
Eppure è già polemica, con toni anche piuttosto duri e con le associazioni ambientaliste di nuovo sul piede di guerra, sul piano al vaglio dell’Urbanistica che prevede la realizzazione di un parco fotovoltaico a fianco delle strutture di Cremona Solidale, un insediamento che a cavallo del podere Zocchetto occuperebbe 15 ettari e che sarebbe finalizzato alla produzione di energia elettrica da immettere nella rete cittadina. Ad avanzare la proposta a Fondazione Città di Cremona — che ha pubblicato il bando corrispettivo aperto a tutti gli interessati — è stata una società veronese, la Juwi Development 02 srl, che ha prospettato un affitto trentennale per il corrispettivo di oltre un milione di euro, nel dettaglio 1.150.000 euro, di cui 575.000 all’eventuale stipula dell’intesa e 115.000 euro all’anno destinati alle finalità della fondazione. Ora dovrebbe partire la procedura di autorizzazione, di competenza dall’amministrazione provinciale. Ma in attesa che la documentazione venga depositata, proprio con l’obiettivo di contestare il piano prima che inizi l’iter amministrativo, gli ecologisti sono già saliti sulle barricate. Al punto che è addirittura già stato costituito un comitato dedicato, «No parco fotovoltaico a Cremona Solidale».
Con il Circolo Vedo Verde di Legambiente che con la referente del direttivo, Giovanna Perrotta, attacca: «Il progetto della Fondazione, condiviso dall’amministrazione comunale, è una scelta sbagliata perché è sbagliato un modello che preveda lo sviluppo del fotovoltaico in sostituzione di colture agricole: simili modelli non rappresentano un passo avanti verso l’ecosostenibilità — arriva subito al dunque, Perrotta —. Gli impianti fotovoltaici sono perfetti per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico e privato, delle aree degradate di cave, di terreni da bonificare, di aree industriali dismesse e difficilmente risanabili. Ma non per occupare terreno agricolo. E così, visto che le procedure di autorizzazione della messa in opera del parco con pannelli a terra sono solo all’inizio, chiediamo di prendere in considerazione soluzioni e progetti alternativi che abbiano sostenibilità economica, ambientale e sociale».

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