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Martedì 07 Luglio 2020

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CREMONA. NODO SANITA'

Declassamento della Tin, Gallera: "Resterà come reparto per i sub intensivi"

Incontro in Provincia con l'assessore regionale al Welfare: "Non ridurremo il budget per l'ospedale, non ridurremo l'équipe, non ridurremo le attrezzature; il presidio di Cremona resta nodale e strategico"

Declassamento della Tin, Gallera: "Resterà come reparto per i sub intensivi"

Mirko Signoroni, Giulio Gallera e Gianluca Galimberti

CREMONA (12 dicembre 2019) - La delibera che declassa l'unità di Terapia intensiva neonatale di Cremona non sarà sospesa: entrerà in vigore il primo di gennaio o, al massimo il primo di febbraio se sarà necessario un ulteriore approfondimento per quanto riguarda i criteri sulla base dei quali decidere quali bambini prematuri curare sotto il Torrazzo e quali trasferire in altre strutture. In ogni caso sarà seguita da un monitoraggio di almeno tre mesi per verificare l'efficacia dei criteri. Ma non c'è alcun rischio che l'Unità venga 'smontata' in toto: resterà come reparto per i sub intensivi. Lo ha garantito l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, nel corso dell'incontro con gli amministratori del territorio organizzato dal presidente della Provincia, Mirko Signoroni, che si è tenuto oggi pomeriggio nella Sala del Consiglio. "Non ridurremo il budget - ha scandito Gallera -, non ridurremo l'équipe, non ridurremo le attrezzature". Quanto ai timori più in generale sul futuro dell'ospedale cittadino, "dal 2013 abbiamo investito qui 40 milioni di euro: il presidio di Cremona resta nodale e strategico per noi". Ad ascoltare Gallera, affiancato dai vertici della sanità locale e dal dirigente della Regione Marco Salmoiraghi, c'erano 21 sindaci, tra cui Gianluca Galimberti con gli assessori Rosita Viola e Barbara Manfredini, Stefania Bonaldi (Crema) e Filippo Bongiovanni (Casalmaggiore), sette consiglieri provinciali, il consigliere regionale Matteo Piloni (Pd) e Luca Nolli, in sostituzione di Marco Degli Angeli (M5S) e il deputato Luciano Pizzetti (Pd). Nel corso del confronto hanno letto un loro appello le due mamme che hanno lanciato la petizione online che ha raccolto ormai quasi 15mila firme, Elena Albera e Chiara Barchiesi.

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12 Dicembre 2019