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Giovedì 12 Dicembre 2019

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CREMONA

Azienda si amplia, addio al bosco in via Sesto

L'area ceduta dal Comune, ma verranno piantate nuove essenze in zona e a Bagnara

Azienda si amplia, tagliati 100 tra alberi arbusti

CREMONA (4 dicembre 2019) - Sono già state tagliate quasi tutte le circa cento piante condannate dall’ampliamento di un’azienda in via Sesto, in un’area ceduta dal Comune. Inserita nel Piano delle alienazioni, l’area era stata venduta dal municipio ad un privato per un valore di 297.600 euro. La vendita però prevedeva che l’area, compresa fra via del Commercio, via Sesto e via degli Artigiani, fosse ripulita. Il taglio era previsto per oggi e domani, ma gli operai delle Serre comunali, memori del novembre probabilmente più piovoso di sempre in Italia, hanno anticipato il lavoro, approfittando della giornata di sole di ieri. Il lavoro verrà completato oggi: le essenze condannate sono 68 alberi e 35 arbusti.

«Per ridurre l’impatto del taglio — spiega il Comune — verranno messi a dimora arbusti ed essenze specifiche, in aree residuali prossime — in particolare nella zona circostante a via degli Artigiani — che in futuro non saranno interessate da alcun tipo di costruzione. A compensazione degli alberi abbattuti verrà infatti piantumata, con la messa a dimora di circa 200 essenze arboree e arbustive autoctone, un’area di proprietà del Comune delimitata a sud dal cavalcavia di via Casalmaggiore e, a ovest, dall’autostrada A21. Questo intervento andrà a completare la fascia boscata, già presente verso il cavalcavia di via Casalmaggiore, a protezione delle abitazioni di via Fossadone, in località Bagnara, creando così una zona filtro con funzione di mitigazione per le abitazioni del quartiere poste a ridosso dell’autostrada A21».

«Nella consapevolezza di un intervento doloroso, seppur in un’area da tempo destinata ad insediamento industriale, sottolineo — spiega l’assessore al Verde, Rodolfo Bona — il contestuale incremento complessivo della quantità di verde urbano registrato a Cremona negli ultimi anni. Tra il 2017 e il 2019 sono state abbattute, per diverse esigenze, spesso legate alla sicurezza, 360 piante a fronte di 411 nuove piantumazioni, alle quali vanno aggiunte le 500 essenze messe a dimora in occasione della realizzazione dei Boschi dei nuovi nati. L’impegno dell’amministrazione è di continuare a incrementare tale processo virtuoso senza penalizzare lo sviluppo produttivo, estendendo o creando aree a verde secondo logiche di piano e attraverso la scelta delle essenze più adatte al clima, al terreno, alla posizione, con dimensioni adeguate e distanze che tengano conto dei necessari interventi di manutenzione. L’auspicabile aumento delle aree verdi, infatti, — conclude Bona — va anche accompagnato da un’attenta cura, da una particolare attenzione alle potature e allo sviluppo degli apparati radicali, che non può essere disgiunta dalla risorse economiche e dalle professionalità che vengono investite per la manutenzione e la corretta gestione di queste aree».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

04 Dicembre 2019

Commenti all'articolo

  • Antonio

    2019/12/05 - 23:08

    Vergogna!

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  • Antonio

    2019/12/04 - 14:16

    Altro cemento!

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  • angelo

    2019/12/04 - 10:03

    a mio modesto avviso sarebbe ora che i Comuni o cmq le istituzioni si attivassero per approvare dei piani di recupero dei capannoni dismessi e/o abbandonati onde evitare l'avanzare di nuove costruzioni. In questo modo si tutelerebbero, come in questo caso, le zone verdi a discapito di NUOVE CEMENTIFICAZIONI, oppure obbligare i proprietari dei capannoni dismessi a RIPRISTINARE e BONIFICARE le zone da loro abbandonate. sì, lo so, pura UTOPIA!

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  • angelo

    2019/12/04 - 09:59

    Si si pianteranno fuscelli e ci vorranno 20 anni per definirle piante! viva il CEMENTO

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  • Paolo

    2019/12/04 - 08:23

    E' stato uno scempio ambientale! Oltre all'abbattimento degli alberi bisogna considerare che nel bosco vivevano centinaia di animali che si sono trovati senza riparo nella stagione peggiore. La vicenda qualifica egregiamente la sensibilità ambientale di questa amministrazione, nonostante le giustificazioni espresse in politichese dall'assessore competente.

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