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Giovedì 12 Dicembre 2019

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CREMONA

Terapia intensiva neonatale, l'Asst con la Regione: 'Criteri condivisibili'

Rossi: "Per la Sub Intensiva la partita è ancora aperta, la Tin continuerà ad essere una realtà autonoma con l’attuale livello di responsabilità"

Terapia intensiva neonatale, l'Asst con la Regione: 'Criteri condivisibili'

CREMONA (2 dicembre 2019) - "Le linee guida nazionali e internazionali - spiega Bruno Drera, Responsabile della Terapia intensiva neonatale di Cremona - stabiliscono che i bimbi prematuri con peso inferiore a 1.500 grammi (a Cremona si tratta di 15-20 bambini ogni anno) debbano essere gestiti in un centro dedicato, supportato da una casistica significativa. Questa è l’essenza della delibera regionale che implica una revisione dell’attività del reparto di Cremona, ma sicuramente non la sua chiusura".

E’ importante "richiamare l’attenzione su una questione centrale - spiega Giuseppe Rossi direttore generale dell'Asst di Cremona -  la delibera regionale non definisce i criteri attuativi finalizzati a regolamentare l’attività sub intensiva, ossia l’attività che riguarda la cura dei neonati con peso superiore ai 1500 grammi (a Cremona sono circa 200 bambini all’anno).  Per questo è in atto un costante confronto con l’assessorato al Welfare e la direzione generale Sanità, affinché la rimodulazione prospettata coinvolga solo i neonati gravemente prematuri e garantisca la continuità assistenziale, ad alto livello, per i neonati al di sopra dei 1500 grammi. La Tin dell’ospedale di Cremona - conclude Rossi - continuerà ad essere una realtà autonoma con il mantenimento dell’attuale livello di responsabilità. L’equipe di neonatologia non è in discussione, continuerà ad occuparsi dei bisogni dei neonati pretermine e a termine, in collaborazione con l’equipe di Ostetricia e Ginecologia diretta da Aldo Riccardi".

"Di fatto - continua Drera - negli ultimi anni si è assistito, non solo a Cremona, ma su tutto il suolo nazionale, a un calo emblematico del numero dei nati con un peso inferiore ai 1500 grammi, da qui la necessità di adeguarsi a quelli che sono gli standard di qualità e sicurezza internazionali in questo specifico campo della neonatologia. La decisione di Regione Lombardia non si basa sulla valutazione delle capacità dell’equipe, che in questi anni hanno raggiunto ottimi risultati anche nella gestione del nato gravemente prematuro - precisa Drera -, ma sulla necessità di centralizzare il maggior numero di pazienti in una condizione definibile poco frequente (solo lo 0,6% dei parti viene portato a termine prima della 29esima settimana di età gestazionale) al fine di migliorarne l’assistenza, che è in continua evoluzione".

Per Cremona, osserva ancora Drera, "questo significherebbe trasferire circa 15 neonati all’anno, con un’età gestazionale inferiore a 30 settimane o di peso molto basso, attraverso un sistema di trasporto neonatale già esistente e ben strutturato, sostenuto dai neonatologi del centro di riferimento, che per il nostro ospedale è il Civile di Brescia. E’ doveroso rassicurare le mamme: il trasporto dei neonati osserva protocolli rigorosi e avviene con l’ausilio di una equipe dedicata che, dal centro specializzato di riferimento, viene a prendere il bimbo e lo accompagna in modo protetto. Non solo. Superato il periodo critico e non appena le condizioni lo consentono, il piccolo viene riaccompagnato, dalla stessa equipe specialistica, nell’ospedale in cui è nato per completare il percorso di cura. In tal senso c’è piena collaborazione fra i sanitari, si lavora in modo integrato e multidisciplinare"

"Per Cremona, a cambiare è solo la gestione dei bimbi gravemente prematuri. Tutte le restanti cure rivolte sia ai neonati pretermine che a termine - sino a oggi sono state gestite con eccellenza – conclude Drera - rimarrebbero invariate. La sicurezza del parto a Cremona e la qualità dell’assistenza a un neonato patologico continueranno a essere garantite dallo stesso personale medico, infermieristico e ausiliario. I professionisti  proseguiranno a svolgere il proprio dovere con passione e dedizione, a servizio della città e della provincia di Cremona. L’organizzazione del reparto di degenza, tutte le strumentazioni in uso e a disposizione non cambieranno".

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02 Dicembre 2019