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CREMONA. DOPO IL CASO DI LEGIONELLA

Padania Acque: «Siamo attenti alla qualità dell'acqua, si escludono pericoli per la salute»

«La malattia non si contrae bevendo dal rubinetto, il contagio avviene per inalazione o aspirazione di vapore acqueo oppure di particelle essiccate»

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

23 Novembre 2019 - 16:35

Padania Acque: siamo attenti alla qualità dell'acqua, si escludono pericoli per la salute

CREMONA (23 novembre 2019) - Dopo il caso di legionella, Padania Acque intende innanzitutto rassicurare i cittadini della provincia di Cremona, non solo quelli del capoluogo o residenti nel quartiere Po, circa «la sicurezza dell’acqua di rete distribuita nelle case attraverso l’acquedotto, escludendo pericoli per la salute umana».

In secondo luogo, il gestore chiarisce che «non è responsabile degli impianti idrosanitari e delle tubazioni interne. Gli utenti dovrebbero verificare le proprie reti e far analizzare l’acqua, in particolare quando l’erogazione è ferma da tempo».

Dalle recenti e costanti analisi sia sulla rete di distribuzione idrica sia sui punti di prelievo (quindi in fase di consegna agli utenti fino al contatore dell’acqua), effettuate dal laboratorio analisi chimiche e microbiologiche di Padania Acque - accreditato da ACCREDIA fin dal 1999 – e sottoposte alle verifiche e ai monitoraggi di ATS Val Padana, «l’acqua è sempre risultata conforme a tutti i parametri di potabilità previsti dalla normativa di riferimento, il D.Lgs. 31/2001».

Padania Acque sottolinea che «l’acqua del rubinetto si può bere e utilizzare per uso alimentare e non vi è alcun legame tra l’infezione polmonare causata dal batterio della legionella, che prolifica nei bacini idrici naturali e artificiali con temperature comprese tra i 25 e i 45 °C, e il consumo dell’acqua di rete, poiché la malattia non si contrae bevendo l’acqua del rubinetto, né si trasmette da persona a persona, bensì il contagio avviene per inalazione o aspirazione di vapore acqueo oppure di particelle essiccate».

«I Gestori del Servizio Idrico - dichiarano i vertici di Padania Acque - sono molto attenti alla qualità dell’acqua che distribuiscono, in particolare quando le utenze servite sono unità domestiche o collettive (scuole, ospedali eccetera). Per il caso specifico del batterio della legionella ci comportiamo secondo le prassi usuali quindi, anche se la normativa non lo prevede, eseguiamo analisi periodiche e diffuse degli acquedotti, effettuiamo pulizie e disinfezioni della rete. È il caso di evidenziare che gli acquedotti gestiti correttamente non presentano rischi di proliferazione del batterio della legionella anche grazie alle basse temperature di esercizio e alla presenza di sistemi di disinfezione mediante raggi UV e clorazione».

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Commenti all'articolo

  • emeritokoglione

    23 Novembre 2019 - 17:42

    No, colpa di Salvini, comunque non fate la doccia, è acqua vaporizzata.

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  • rugginesana

    23 Novembre 2019 - 16:59

    .... sempre colpa dello spirito santo.....

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