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CREMONESI A VENEZIA

Campagnolo: "Così ho salvato i libri più preziosi"

La testimonianza del direttore della Biblioteca Marciana: "Sembrava di stare in mare aperto"

Daniele Duchi

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17 Novembre 2019 - 09:07

Campagnolo: "Così ho salvato i libri più preziosi"

Stefano Campagnolo con lo staff della Biblioteca Marciana di Venezia

CREMONA/VENEZIA (17 novembre 2019) - «Il ministro Dario Franceschini, dopo aver passato un giorno con i piedi a mollo, ha confessato: se non vieni di persona non ti rendi conto del disastro e di quello che sta accadendo qui».
A raccontarlo è Stefano Campagnolo, cremonese, direttore dalla Biblioteca Marciana di Venezia.
«Nell’incontro a palazzo Ducale, il ministro ha assicurato fondi per Venezia e assunzioni, ma il rischio è un altro».

Quale?

«Che passata l’emergenza, tutto torni come prima. Dobbiamo solo sperare che il Mose funzioni, ma non si può aspettare il 2022. Per la prossima settimana danno ancora possibili maree eccezionali. Venezia e i veneziani sono attrezzati per affrontare l’acqua alta, ma non in questa misura: 145 centimetri di acqua sono ingestibili e il rischio è forte. Non dimentichiamoci che noi qui siamo sopra il mare, è come se fossimo su palafitte».

Come ha resistito alla marea la Marciana?
«I danni potevano essere maggiori. L’invasione dell’acqua è stata limitata grazie al fatto che la biblioteca è stata ospitata nell’ex palazzo della Zecca che il Sansovino costruì in sicurezza, soprelevandolo rispetto alla piazza. Si trattava pur sempre della Zecca della Serenissima, il posto più sicuro della repubblica dei Dogi. Anche se non siamo stati indenni: l’acqua arriva ovunque. Ed è impressionante. Non appena si è profilata l’emergenza, abbiamo portato i pezzi più preziosi ai piani alti, come prevede il protocollo di emergenza. Certo è stato impressionante».

Danni?
«Agli impianti elettrici. Abbiamo dovuto sollevare il pavimento della sala di lettura e intervenire. Ci siamo resi conto che non erano isolati e in questi giorni i tecnici stanno lavorando per correre ai ripari con un gel solidificante e impermeabilizzante. Almeno per ora, poi si vedrà. Certo che il rischio sta nel ripetersi di queste ondate. Quando il mare si ritira, i danni vengono a galla. I marmi vengono sgretolati, trasformati in polvere dall’azione del sale. Di questo bisogna tener conto».

E il patrimonio librario?
«È in salvo, abbiamo provveduto a stendere i volumi che sono stati raggiunti dall’acqua. In questi giorni terremo chiuso per prenderci i tempi di riaprire in sicurezza e per capire come evolverà la situazione».

L'INTERVISTA INTEGRALE SU LA PROVINCIA DI DOMENICA 17 NOVEMBRE 2019

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