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CREMONA

Dlf in crisi, i vertici nazionali all’operazione salvataggio

Sbilancio da mezzo milione e i soci non ferrovieri si fanno sentire: 'Preoccupati e delusi, vogliamo contare'

Francesco Pavesi

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fpavesi@cremonaonline.it

13 Novembre 2019 - 19:45

Dlf in crisi, i vertici nazionali all’operazione salvataggio

CREMONA (13 novembre 2019) - Passerà dai vertici nazionali dell’organizzazione il salvataggio del Dopolavoro Ferroviario, sull’orlo del fallimento dopo la scoperta di un pesantissimo disavanzo di bilancio. I conti non tornano per oltre mezzo milione di euro: debiti imputabili per poco più di un quinto al tfr dei dipendenti, per la parte restante alla spese sostenute per ristrutturare il bar ed il locale di ristoro ed all’esposizione finanziaria nei confronti del nazionale.

L’impegno massiccio delle casse romane — non ancora confermato ufficialmente ma dato per scontato da più fonti - verrà probabilmente annunciato nella conferenza convocata venerdì mattina alle 11 presso la sede del Dlf in via Bergamo; interverranno i vertici nazionali - il presidente Oliviero Brugiati ed il suo vice Armando Massimiani — oltre, ovviamente, al responsabile della struttura cremonese, Virginio Ferrari. I contatti frenetici delle ultime ore, ancora in corso, mirano quindi a scongiurare il default con un intervento straordinario che verrà illustrato nei dettagli solo dopo domani.

Intanto, un gruppo di soci non frequentatori, del quale è portavoce Simona Galasi, prende ufficialmente posizione con una nota diffusa oggi. «Tutti i soci sono molto preoccupati e delusi per la situazione che si è venuta a creare al Dopolavoro Ferroviario. Tutti chiedono che si apra una pagina nuova; e lo chiediamo soprattutto noi, soci frequentatori (vale a dire non ferrovieri), aumentati negli ultimi anni fino a rappresentare oggi circa il 70 per cento del totale. Tante scelte attuate in passato dall’Associazione Dlf territoriale e nazionale non sono state condivise. Segnaliamo in particolare che i soci frequentatori ad oggi sono esclusi dagli organismi dirigenti e quindi dalle scelte ‘vere’. Per questo ora chiediamo di avere una rappresentanza ed un ruolo attivo nella gestione e nelle scelte future relative alle canottieri (ovviamente, non a tutto il resto che riguarda il Dlf). Ci auguriamo pertanto che, nel periodo di rifessione e valutazione in atto, il Dlf locale e quello nazionale mettano velocemente mano alla modifica degli statuti, in modo che tutti possano essere davvero coinvolti nella valutazione delle scelte di ripianamento del debito. Scelte che tutti ci auguriamo possano avvenire quanto prima». In gioco, secondo chi scrive, «ci sono gli investimenti e le abitudini di centinaia di famiglie; di tante persone che possono non avere le possibilità economiche di cambiare società pagando nuovi ingressi e sostenendo l’aumento delle quote». Con i soci frequentatori che, come conclude la nota, sono disposti «ad assumersi delle responsabilità. Del resto, non si sono mai tirati indietro. Ma, se di sacrifici si tratta, che siano sacrifici ed impegni a carico di tutti».

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