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CREMONA. IL PROCESSO

Caso Vero, De Leo: «Noi non l'acquistammo, mai ricevuto pressioni»

L’11 febbraio prossimo, Formigoni sarà in aula per difendersi

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

12 Novembre 2019 - 19:12

«Vero era sofisticata.  Allo Ieo la prendemmo»

CREMONA (12 novembre 2019) - Oggi il professor Roberto Orecchia - considerato un’autorità a livello internazionale per la ricerca sulle metodiche radioterapiche d’avanguardia e sull’integrazione fra la radioterapia e le altre forme di trattamento dei tumori - è stato chiamato a testimoniare dalla difesa di Carlo Lucchina, l’ex direttore generale della sanità lombarda, accusato di abuso d’ufficio nel processo sulle presunte tangenti in sanità: la costola del caso Maugeri/San Raffaele, che qui a Cremona vede sul banco degli imputati anche l’ex governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, e Simona Mariani, ex direttore generale dell’ospedale Maggiore, entrambi accusati, in concorso, di corruzione. È il caso Vero, l’acceleratore acquistato a Cremona nel 2011 per 8 milioni di euro finanziati dalla Regione Lombardia; l’anno prima comprato dal Sant’Anna di Como per 4 milioni e mezzo. Non andò in porto, invece, l’affare con l’Istituto Nazionale Tumori.

Così il professor Orecchia: «Vero era, all’epoca, la macchina più sofisticata. Fu deciso di acquistarla, perché era l’unico acceleratore che consentiva di irradiare bersagli mobili come le masse polmonari o pelviche e i tumori della prostata in modo da evitare sovraesposizioni di tessuti non utili alle terapie». All’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano, fondato da Umberto Veronesi, l’acceleratore Vero fu installato nella seconda metà del 2011, quando il bunker fu pronto e inaugurato nel gennaio del 2012. «Ad oggi è ancora operativo, abbiamo numeri elevati: 400/450 pazienti all’anno, che moltiplicati per 8 anni, fanno 3 mila pazienti».

In aula - testimone della difesa Lucchina - anche Mario Melazzini che ha avuto importati incarichi in ambito politico. Si è occupato di programmi per la Sanità in Regione Lombardia, prima di diventarne, nel 2012, assessore con il presidente Formigoni. In tribunale anche Anna Visentin che oggi lavora presso il Difensore regionale; nel 2010 era nella segreteria del presidente Formigoni. 

Nel caso Vero il 25 gennaio scorso è stato sentito l'ex direttore dell'Istituto Nazionale dei Tumori Gerolamo Corno, chiamato dal pm. Oggi è toccato all'ex presidente Giuseppe De Leo, teste della difesa: «Noi non acquistammo Vero, mai ricevuto pressioni».

L’11 febbraio prossimo, Formigoni sarà in aula per difendersi.

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