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Martedì 12 Novembre 2019

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REGIONE LOMBARDIA

Rigenerazione urbana, il Pd: 'A rischio le aree agricole'

Piloni e Rozza: 'La nuova legge è controproducente e inefficace'

Rigenerazione urbana, il Pd: 'A rischio le aree agricole'

CREMONA (8 novembre 2019) - Via libera a maggioranza in Commissione Territorio di Regione Lombardia al progetto di legge che mette in campo incentivi e meccanismi di semplificazione per favorire il recupero di immobili abbandonati e per prevenire il degrado urbano. Hanno votato a favore i gruppi Lega, Forza Italia e gli esponenti del Gruppo Misto: astenuti il Movimento 5Stelle e i Lombardi Civici Europeisti, contrario il Partito Democratico. In provincia di Cremona ci sono 95 aree dismesse e 8 siti da bonificare.

La Regione assumerà il ruolo di regista e coordinerà le operazioni, lasciando il potere di dare il via all’iniziativa ai privati proprietari e ai Comuni. I primi potranno segnalare situazioni di particolare criticità (edifici fatiscenti e non abitati da almeno tre anni), mentre i secondi potranno vagliare le istanze e inserire il progetto di recupero negli appositi piani annuali. Tra gli incentivi, previsti uno sconto fino al 60% sugli oneri di urbanizzazione e la possibilità di incrementi delle volumetrie fino al 20%, a fronte di tutta una serie di prescrizioni che comporteranno, in sostanza, il miglioramento delle condizioni degli edifici innanzitutto dal punto di vista energetico e della sicurezza. Altro obiettivo che il progetto di legge si prefigge di raggiungere, è la lotta alla burocrazia per garantire agli investitori tempi certi per la realizzazione degli interventi, una volta dichiarato lo stato di degrado di un immobile anche attraverso perizia giurata e asseverata.

La Regione Lombardia si appresta quindi a votare, martedì 12 novembre, una propria legge in materia, che il Partito Democratico giudica, sinteticamente, "inefficace e controproducente".

“In Lombardia esistono tremila aree dismesse distribuite in 650 comuni e ci sono 914 siti da bonificare. In provincia di Cremona ci sono 95 aree dismesse, per 213 ettari, e 8 siti da bonificare. Una legge che non si occupa prioritariamente di queste non è una buona legge per la rigenerazione urbana” spiegano i consiglieri regionali democratici Matteo Piloni e Carmela Rozza.

Il testo che andrà in Aula martedì, infatti, prevede incentivi volumetrici fino al 20% dei fabbricati da rigenerare e riduzioni fino al 60% degli oneri di urbanizzazione per qualunque operazione avvenga sul suolo lombardo, in deroga ai Piani di Governo del territorio e senza discriminazioni tra aree effettivamente da risanare e aree in buona salute, anche di pregio, in cui ci siano palazzi da riqualificare. La rigenerazione riguarderà qualsiasi area del territorio regionale, perfino i parchi, e se un comune vorrà escludere una porzione di territorio lo dovrà motivare, esponendosi automaticamente ai ricorsi di chi si vedrà privato di un beneficio scritto in legge.

“La rigenerazione – spiegano gli esponenti del Pd - va fatta dando in mano ai comuni strumenti per incentivare proprietari e costruttori laddove effettivamente serve. Con questa legge, invece, verranno legate le mani ai comuni sul governo dell’urbanistica, perché non potranno efficacemente incidere sulle aree che sono davvero da rigenerare mentre vedranno crescere le volumetrie nelle aree già sane dove sono più alti i prezzi di mercato. Non solo, i comuni vedranno diminuire in modo indiscriminato gli introiti da oneri di urbanizzazione, con l’effetto secondario che saranno indotti ad alzarli. Potranno escludere alcune aree dagli effetti della legge, esponendosi però a ricorsi. Cittadini, amministrazioni e operatori vengono messi in conflitto e questo genererà complicazioni per tutti. Ancora di più se di mezzo ci fosse un parco, perché ciò che sta bene al comune potrebbe non stare bene all’ente e le complicazioni aumenterebbero a dismisura.”

Un ulteriore problema riguarda le bonifiche, per le quali la legge non prevede né risorse né strumenti ad hoc. E, per finire, c’è il grande tema del suolo agricolo: “sono novemila le aziende agricole lombarde che vengono gestite non dal proprietario, che spesso è un ente come il Policlinico di Milano o il Pio Albergo Trivulzio, e date in affitto a chi lavora la terra. Tutte queste aziende vengono messe a rischio. Basterà, infatti, che il proprietario le lasci sfitte per tre anni per poter poi riconvertire i fabbricati a qualsiasi scopo, anche il residenziale. Uno scenario appetibile per i proprietari di questi immobili, ma una vera minaccia all’attività agricola lombarda. Questa norma va stralciata e il recupero dei fabbricati agricoli deve avere una normativa apposita, che punti sulla salvaguardia dell’attività agricola.”

Il Pd, dunque, annuncia battaglia costruttiva in Aula per modificare un testo che, se passerà in questa versione, creerà molti più problemi di quelli che si prefigge di risolvere.

“Noi presenteremo le nostre proposte – concludono Piloni e Rozza – che mirano a dare ai comuni gli strumenti per fare vera rigenerazione e che aiutano davvero proprietari e imprenditori che vogliono impegnarsi nella rigenerazione del territorio. E cercheremo di salvaguardare l’agricoltura lombarda da questo ulteriore sfregio annunciato. Confidiamo che la Regione voglia accogliere proposte di buonsenso”.

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08 Novembre 2019