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Martedì 12 Novembre 2019

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FORUM IN REDAZIONE

Passera: 'Cambiare l'Italia si può'

Il top manager 65enne, ex ministro, è stato ospite mercoledì del quotidiano La Provincia di Cremona e Crema

Passera: "Cambiare l'Italia si può"

Il forum in redazione con Corrado Passera

CREMONA (7 novembre 2019) - Comasco, 65 anni, alle spalle incarichi di assoluto prestigio anche in politica (nel 2011 è stato ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Monti), Corrado Passera è un dirigente d’azienda che ha sempre cavalcato l’innovazione. Vive i nuovi modelli e i nuovi paradigmi come un’opportunità. Lo dimostra anche l’ultima sfida, di nuovo nel settore del credito. Si chiama Illimity Bank ed è una banca senza sportelli che punta a lanciare le piccole e medie aziende che non decollano e a far invertire la rotta a quelle che vanno male ma che hanno i margini per fare il contrario. Le vite parlano, e Passera è senza dubbio uno degli italiani che con più determinazione ha puntato a modernizzare il mondo dell’impresa e, quando ne ha avuto la possibilità, anche la cosa pubblica. È emerso a tutto tondo nella sua giornata cremonese, ieri. Prima nel forum che si è svolto nella sala briefing del quotidiano La Provincia di Cremona e Crema, presente il direttore della testata, Marco Bencivenga; e poi, in serata, nella conviviale del Rotary.

Da tempo è finito il suo impegno in politica. Non è la prima volta, da noi, che un innovatore batte in ritirata. C’è chi sostiene che in Italia chi ha i numeri per fare qualcosa e pronuncia tre volte la parola modernizzazione nella stessa frase in cui c’è anche la parola Paese va incontro a imboscate e a fuoco amico. Con la politica ha chiuso?
«Si può fare bene soltanto una cosa alla volta. Adesso mi occupo di Illimity Bank. Ho avuto vari periodi di impegno civile, incluso quello a Poste Italiane. Quella di governo è stata una bellissima esperienza. Lì ho capito che il settore pubblico ha margini di miglioramento enormi. Alle Poste ho riorganizzato il personale, ho realizzato la più grande rete informatica italiana, ho migliorato tutti i parametri gestionali, abbiamo fatto passi in avanti sul credito, la startup di diecimila nuove aziende. Nell’arco di pochi anni siamo passati dalle Poste cenerentola d’Europa ad un sistema che produce utili».

Leggi l'intervista completa su La Provincia di venerdì 8 novembre 2019

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07 Novembre 2019