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CREMONA. L'INCONTRO

Biologia del cervello, Cristina Alberini strega tutti

Studenti e docenti all’incontro con la scienziata cremonese all’istituto Bianca Maria Visconti. La docente ha illustrato la sua ricerca che punta a curare l’autismo e i deficit di neurosviluppo

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

31 Ottobre 2019 - 08:26

Incontro, Alberini strega tutti

La folla di studenti e docenti presente ieri nell’Aula Magna dell’Istituto Biianca Maria Visconti

CREMONA (31 ottobre 2019) - Entreranno prossimamente nella fase dei test clinici le sperimentazioni sull’apprendimento e sulla memoria che la cremonese Cristina Alberini, professore presso il Center for Neural Science, sta conducendo alla guida del suo team di ricerca a New York. Ieri la scienziata specializzata in biologia del cervello – studentessa all’Aselli, prima di diventare una luminare delle Neuroscienze – ha descritto i contenuti dei propri studi nell’aula magna dell’istituto Bianca Maria Visconti, di fronte ad una platea traboccante di docenti del circuito scolastico cremonese. Alberini ha illustrato i risultati degli esperimenti incentrati sull’IGF-2, un «piccolo peptide che, come emerge dalle nostre ricerche, è in grado di aumentare la memoria e di curare l’autismo e i deficit di neurosviluppo». Una scoperta dal potenziale rivoluzionaria.
«Nel nostro laboratorio – ha spiegato la neuroscienziata – identifichiamo i meccanismi biologici che si innescano quando apprendiamo e creiamo memorie a lungo termine». Un focus che scava alle radici dell’esistenza stessa: «Senza memoria non si sopravvive – ha affermato Alberini –. Le memorie sono alla base della nostra identità perché la vita senza memoria non è nient’altro che buio». Il gruppo di ricerca di Alberini conduce test su roditori per dare risposte ad una domanda originaria spiazzante nella sua essenzialità: come fa il nostro cervello, materia biologica, a conservare informazioni per una vita intera?
«Abbiamo verificato che iniettando IGF-2 nell’ippocampo dei ratti dopo l’apprendimento, la loro memoria a lungo termine aumenta sensibilmente. Gli esiti sono analoghi anche se si effettuano iniezioni sottocutanee». Gli effetti dell’IGF-2 sono stati sperimentati anche su topi in cui sono stati riprodotti i sintomi legati all’autismo come problemi di interazione sociale, comportamenti compulsivi e deficit cognitivi. «Anche in questo caso – ha dichiarato Alberini – i risultati parlano chiaro: l’IGF-2 è risultato risolutivo».

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