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CREMONA. LOTTA ALLE LUDOPATIE

Donne nel labirinto del gioco

Le peculiarità di una dipendenza ancora poco studiata, invisibile, esaminata da medici e psicoterapeuti. Un viaggio nella psiche femminile tra componenti erotiche, dinamiche familiari e potenti sensi di colpa

Daniele Duchi

Email:

dduchi@laprovinciacr.it

25 Ottobre 2019 - 18:30

Donne nel labirinto del gioco

L’intervento di Roberto Poli che guida il Serd di Cremona

CREMONA (25 ottobre 2019) - Scandagliare le vite delle donne finite nel labirinto del gioco d’azzardo patologico significa provare a far luce su un mondo rilevante e nascosto. I motivi per i quali questo non vedere il problema, questa sottovalutazione, abbiano preso corpo sono lo spunto di un filone parallelo, di meta ricerca, che porta alla luce altre cose che contano in un viaggio nella psiche femminile degno di questo nome. Non è un caso se al primo, importante convegno che si è svolto a Cremona su questo tema sia stato dato il titolo ‘L’altra faccia della luna - Una dipendenza invisibile’. Si è svolto oggi, per tutto il giorno, presso la Casa di Nostra Signora, la struttura protetta gestita dalla Caritas in via Ettore Sacchi e guidata da Nicoletta D’Oria Colonna.
Moderato da Roberto Poli, direttore del Serd di Cremona, dopo i saluti di Paola Mosa, direttore socio sanitario dell’Asst Cremona, l’incontro ha avuto i momenti salienti negli interventi di Fulvia Prever, psicoterapeuta del Servizio Sanitario Nazionale Dipendenze di Milano, e di Amelia Fiorin, psicologa del Serd di Castelfranco Veneto. Da menzionare l’intervento di don Pier Codazzi, direttore della Casa dell’Accoglienza, e la partecipazione dell’attrice Daniela Coelli.

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