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DAZI E POLITICHE AGRICOLE

Rolfi: «L'export lombardo in Usa vale 83 milioni di euro»

L'assessore regionale: «I dazi americani sui prodotti italiani avranno un effetto nocivo per le nostre imprese agricole»

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

03 Ottobre 2019 - 17:21

Rolfi: «L'export lombardo in Usa vale 83 milioni di euro»

Il presidente della Libera Riccardo Crotti con l'assessore regionale Fabio Rolfi

MILANO (3 ottobre 2019) - «I dazi americani sui prodotti italiani avranno un effetto nocivo per le nostre imprese agricole. Per le aziende lombarde l'export di latte e derivati negli Stati Uniti vale 46 milioni di euro, quello della carne 32 milioni di euro e quello del riso 5,5 milioni». Lo ha ribadito oggi l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi nel corso dell'inaugurazione della nuova sede di Confagricoltura Lombardia, in via Pietrasanta a Milano.

«Il Governo - ha aggiunto - tuteli il 'Made in Italy' e i nostri agricoltori, sottraendo il più possibile dal negoziato il nostro agroalimentare, che non c'entra nulla con la vicenda Airbus».

NO A VISIONE AMBIENTALISTA CHE DEMONIZZA AGRICOLTURA - «La sostenibilità ambientale deve andare di pari passo con la sostenibilità economica delle imprese - ha aggiunto Rolfi durante la tavola rotonda con il ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova -. La soluzione è puntare sull'innovazione e sullo sviluppo. Ciò significa razionalizzare le risorse, ridurre la chimica nei campi, valorizzare la materia organica. Nel prossimo Programma di Sviluppo regionale investiremo molto sulla robotizzazione delle aziende e sull'ingresso di nuove energie in agricoltura».

AZIENDE LOMBARDE SONO LE PIU' GREEN D'ITALIA - «Le aziende agricole lombarde sono le più green d'Italia - ha concluso l'assessore -. Abbiamo detto stop ai fanghi industriali nei campi, continuiamo a investire nel biologico e abbiamo il 30 per cento degli impianti di biogas agricoli presenti a livello nazionale. Chi cerca le cause di inquinamento può tranquillamente guardare altrove».

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