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CREMONA

Autonomi, picchetti anti sfratto: a processo

Gli attivisti sono accusati di aver ostacolato l’ufficiale giudiziario nel suo servizio

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

26 Settembre 2019 - 07:35

Autonomi, picchetti anti sfratto: a processo

CREMONA (26 settembre 2019) - È la colonna dell’Ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti del tribunale. Tra i suoi numerosi compiti, c’è quello di notificare gli sfratti. E negli anni, ne ha notificati moltissimi l’ufficiale giudiziario Maria Grazia Zangrandi «con o senza Comitato antisfratti». Troppi per ricordare i due casi fotocopia accaduti la mattina del 20 aprile del 2015, quando il picchetto del comitato organizzato dagli antagonisti del Centro sociale Dordoni, le impedì di fare il suo mestiere. Troppi per ricordare i due casi fotocopia accaduti la mattina del 20 aprile del 2015, quando il picchetto del comitato organizzato dagli antagonisti del Centro sociale Dordoni, le impedì di fare il suo mestiere. Alle dieci, quelli del Dordoni erano davanti alla palazzina in via Massarotti, civico 1/b. Due ore dopo, l’ufficiale giudiziario Zangrandi se li ritrovò in piazza De Lera, civico 16. Nell’uno e nell’altro caso, c’era anche la polizia.
Quattro anni dopo, in otto sono sul banco degli imputati per rispondere di «interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di necessità». È l’accusa che il pm contesta, in concorso, a Gianluca Rossi, capo del Dordoni, Swami Cighetti, Andrea Romagnoli, Leopoldo Odelli, Alessandro Mazzini, Michele Grioni. E ai due sfrattati: il romeno Tanase Kennedy, l’inquilino del «caso Massarotti», e l’albanese Durim Hidri, lui di piazza De Lera. In aula si tornerà il prossimo 30 ottobre.

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