il network

Martedì 10 Dicembre 2019

Altre notizie da questa sezione


CREMONA E CREMA

Bus sequestrato: ministero e Autoguidovie citate in giudizio

Lo ha deciso l'Assise di MIlano nella prima udienza a carico di Sy, l'autista del pullman che aveva sequestrato 50 studenti della scuola media Vailati, due professori di educazione fisica e la bidella sul bus cosparso di benzina, dirottato e poi andato in fiamme

Bus sequestrato, via al processo: Sy in aula

MILANO (18 settembre 2019) - Il ministero dell’istruzione e la società Autoguidovie, proprietaria del bus dirottato, sono state citate in giudizio come responsabili civili e dovranno quindi rispondere dei risarcimenti in caso di condanna nel processo davanti alla Corte d’Assise di Milano a carico di Ousseynou Sy, l'autista che prese in ostaggio cinquanta studenti della scuola media Vailati di Crema, due professori di educazione fisica e la bidella sul bus cosparso di benzina, dirottato verso Milano, bloccato a San Donato Milanese e poi andato in fiamme. Lo ha deciso prima sezione della Corte, presieduta da Ilio Mannucci Pacini che ha rinviato l’udienza al 21 ottobre.

Sy - accusato di strage, sequestro di persona, incendio, resistenza e lesioni: rati aggravati dalla giovane età delle scampate vittime e dai fini terroristici del soggetto - Sy era presente in aula e ha seguito le fasi della prima udienza impassibile all'interno della gabbia. I professori Alessandro Cadei e Giacomo Andrico, la bidella Tiziana Magarini si sono costituiti parte civile. Così come il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, i 50 studenti e le loro famiglie e Autoguidovie.

Secondo quanto accertato dalle indagini, Sy avrebbe voluto fare una strage sulla pista dell’aeroporto di Linate, per condizionare la politica in materia di immigrazione e «intimidire la popolazione». Tra gli accertamenti svolti in questi mesi, i pm considerano decisivo il video «proclama» di 37 minuti, che Sy mise sul suo canale privato di Youtube. «Viva il panafricanesimo, combattiamo i governi corrotti e critichiamo la politica europea che sfrutta l’Africa», diceva nel video. Nelle immagini il senegalese, che era da 15 anni in Italia e da 10 anni lavorava regolarmente e ha due figli, lanciava, in pratica, un «proclama». Nel frattempo, Adam e Ramy, i due ragazzini che scongiurarono la strage sul bus, hanno ottenuto la cittadinanza italiana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

18 Settembre 2019