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Domenica 20 Ottobre 2019

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STAMINALI SVANITE. IL CASO

Dal Torrazzo a San Marino: cellule congelate per 420

Il consiglio di Piroli, Dg di InScientiaFides: «Rivolgersi ad enti certificati e controllati». Dopo il fallimento di una biobanca svizzera, anche famiglie cremonesi nell'elenco di chi ora chiede di sapere che cosa accadrà

Dal Torrazzo a San Marino: cellule congelate per 420

Il Dg Luana Piroli

CREMONA (18 settembre 2019) - «In questi 12 anni di attività oltre 14 mila genitori hanno deciso di affidare a InScientiaFides il loro patrimonio biologico, di questi il 3% è cremonese». E cioè 420. Lo spiega Luana Piroli, cremonese, direttore generale della biobanca di San Marino. Lo scopo principale della conservazione del sangue cordonale è di garantire una sorta di assicurazione biologica a tutti coloro che vogliono avere nel tempo, per loro e per i propri figli un’opportunità terapeutica e diagnostica, immediatamente disponibile attraverso la conservazione autologo-dedicata. Due, infatti, sono gli ambiti di applicazione: terapeutici o diagnostici. Vietata in Italia, la conservazione per se stessi è effettuata da strutture all’estero. Il prelievo si può fare in tutti gli ospedali. Occorre però chiedere un’autorizzazione prima del momento previsto per il parto. Durante la gravidanza vengono poi eseguiti accertamenti diagnostici e colloqui in collaborazione fra Ostetricia e Medicina trasfusionale per stabilire l’idoneità al prelievo. Il Dg Piroli precisa: «E' importante rivolgersi ad enti certificati e controllati».

Dalla speranza per un futuro più tranquillo all’ansia di aver perso le sacche con il sangue del cordone ombelicale e le relative cellule staminali raccolte al momento del parto e conservate in una biobanca. È quanto stanno vivendo circa 15 mila famiglie, alcune delle quali cremonesi, che hanno versato 2.500 euro e hanno dato fiducia alla società Cryo Save Italia, con laboratori in Svizzera. In Italia, infatti, sebbene sia possibile in ogni ospedale il prelievo del sangue del cordone ombelicale, non ne è consentita la conservazione autologa per uso personale. È invece possibile la conservazione del materiale — ed esistono 18 biobanche pubbliche — purché sia messo a disposizione della comunità e dei ricercatori.
Ora, dopo il fallimento della società decretato dal Tribunale di Roma lo scorso luglio, le famiglie sono preoccupate sul destino delle staminali conservate per i propri figli: non c’è alcuna certezza su dove si trovino.

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17 Settembre 2019