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Martedì 15 Ottobre 2019

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I NODI DELLA SCUOLA

Le maestre senza laurea. In 300 rischiano il posto

Svolta dopo la sentenza del tar del Lazio: respinto il ricorso di 3 mila insegnanti. E in provincia di Cremona mancano novanta docenti

Le maestre senza laurea. In 300 rischiano il posto

Maestre convocate all’ex Provveditorato per l’assegnazione delle supplenze

CREMONA (17 settembre 2019) - Il diploma magistrale conseguito a partire dal 2001/2002 non è da ritenersi idoneo all’insegnamento. Lo stabilisce l’ultima sentenza del Tar del Lazio che si è espresso sulla vicenda delle maestre delle scuole materne ed elementari con in tasca il diploma, ma non la laurea in Scienze della Formazione primaria. Una situazione in cui, secondo il segretario della Cisl Scuola Asse del Po, Salvatore Militello, si trovano più di trecento maestre in provincia di Cremona. Già nella primavera del 2018 l’Avvocatura di Stato aveva espresso il proprio parere, confermando la sentenza del Consiglio di Stato, che a dicembre 2017 aveva deciso di escludere dalle liste ad esaurimento le insegnanti che avevano conseguito il diploma magistrale prima del 2001/02. Negli anni ci sono state varie interpretazioni della legge, con il risultato che ad oggi la norma prevede che il diploma magistrale sia abilitante, ma non sufficiente per essere inseriti nelle graduatorie, che si sono chiuse nel 2008. Queste sono diventate da permanenti a esaurimento (Gae). Solo chi aveva fatto ricorso in quel periodo è stato inserito con riserva nelle Gae. Queste rappresentano la principale via di accesso all’iscrizione al ruolo, dunque alla cattedra fissa. Lo stesso è stato fatto con le precarie storiche.
E la sentenza del Tar del Lazio richiama le ultime decisioni del Consiglio di Stato del febbraio 2019 in cui «è stato infatti chiarito non soltanto che la pretesa dei diplomati magistrali con titolo conseguito entro il 2001/02 di essere inseriti in Gae avrebbe dovuto essere fatta tempestivamente valere con presentazione di istanza di inserimento in Gae e comunque mediante impugnazione, al più tardi, del DM del 16 marzo 2007, ma che il diploma magistrale conseguito nel 2001/02 non è da ritenersi idoneo all’insegnamento. In conclusione, il ricorso e i successivi motivi aggiunti vanno respinti». Una doccia fredda per le circa 3 mila maestre e maestri lombardi che avevano presentato il ricorso discusso il 16 luglio e che speravano di poter portare a termine l’anno scolastico appena iniziato, come era avvenuto l’anno scorso quando l’impegno in forma di supplenza era stato prorogato fino a giugno. Dopo le decisioni del Consiglio di Stato e il parere dell’Avvocatura, i margini per aspettative più ampie, infatti, erano oggettivamente molto ridotti. 

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16 Settembre 2019