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Venerdì 20 Settembre 2019

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I primi embrioni in vitro per salvare il rinoceronte bianco

Sono due e in futuro saranno trasferiti in una madre surrogata. Il risultato è stato presentato da Cesare Galli

I primi embrioni in vitro per salvare il rinoceronte bianco

Nel riquadro lo scienziato Cesare Galli

CREMONA (11 settembre 2019) - Un nuovo passo importante è stato compiuto per salvare il rinoceronte bianco settentrionale dall’estinzione: dagli ovociti prelevati e fecondati dalle ultime due femmine rimaste, è stato possibile ricavare due embrioni. Si tratta dei primi embrioni in vitro in assoluto mai realizzati per questa specie, e che possono segnare una svolta per salvarla dall’estinzione. Il risultato è stato presentato questa mattina in una conferenza stampa da Cesare Galli, regista dell’operazione Gli embrioni sono ora conservati in azoto liquido, pronti per essere trasferiti in una madre surrogata in un prossimo futuro. Il gruppo guidato da Galli è riuscito a portare a maturazione e fecondare gli ovuli raccolti il 22 agosto scorso da Najin e Fatu, le due femmine che vivono a Ol Pejeta Conservancy in Kenya, con sperma dei maschi Suni e Saut, ormai morti. «Abbiamo riportato dieci ovociti dal Kenya, cinque per ogni femmina. Dopo l’incubazione, sette sono maturati ed erano adatti alla fecondazione (quattro da Fatu e tre da Najin)», dice Galli. «Gli ovuli di Fatu sono stati iniettati con lo sperma di Suni, mentre gli ovuli di Najin sono stati iniettati con lo sperma di Saut usando una procedura chiamata Icsi (Intra Cytoplasm Sperm Injection)», continua. Lo sperma di Saut era di qualità scadente, così sono stati scongelati ulteriori campioni per trovare spermatozoi vitali per la fecondazione. Dopo dieci giorni di incubazione, due ovuli di Fatu si sono sviluppati in embrioni vitali che sono stati crioconservati per il trasferimento futuro. Gli ovuli di Najin non sono arrivati invece ad un embrione vitale. Questa procedura è stata resa possibile grazie ad un precedente traguardo raggiunto a Ol Pejeta tre settimane fa, quando i ricercatori sono stati in grado di raccogliere ovociti (ovuli immaturi) sia da Najin che da Fatu per la prima volta in assoluto.

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11 Settembre 2019