Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

IL CASO

Posteggio delle ex tramvie: nel 2018 ha reso solo 4.000 euro

Dispone di oltre 200 posti auto ma ha un introito paragonabile a quello di un solo stallo in centro: sarà raddoppiato, le strategie future

Francesco Pavesi

Email:

fpavesi@cremonaonline.it

04 Settembre 2019 - 10:15

Posteggio delle ex tramvie: nel 2018 ha reso solo 4.000 euro

CREMONA (4 settembre 2019) - Il potenziamento del parcheggio delle ex tramvie, di proprietà di Aem, dovrebbe essere pronta entro un anno, fra l’estate prossima e l’autunno. Struttura in carpenteria metallica, sviluppata su due livelli con una superficie di circa 3.700 metri quadrati e potrà avere schermature per migliorarne l’aspetto estetico. Un restyling che aumentare sensibilmente la capacità ricettiva: 139 posti con la costruzione del primo piano. E il parcheggio verrà già predisposto per un ulteriore piano, che in futuro potrebbe ospitare altre 145 vetture. Il parcheggio sarà gratuito, l’ingresso della struttura sarà da via della Vecchia Dogana e da via Dante, appena prima del cavalcavia.

Gratuito di giorno, pensato sostanzialmente per i pendolari che lì lasciano la propria auto per salire sul treno e che già ora, da anni, la parcheggiano senza spese. Ma a pagamento la notte: 1,50 per la sosta dalle 20 alle otto del mattino. E così, in sostanza, il park di via Dante si è via via trasformato, nelle ore notturne, in una sorta di garage per residenti a bassissimo costo. Con un risultato che desta almeno qualche interrogativo dal punto di vista dell’introito e, di riflesso, della sostenibilità.

Basti pensare che nel 2018 l’incasso di Aem per l’ex tramvie è stato di quattromila euro. Si, proprio quattromila euro per oltre duecento posti in dodici mesi. «E quattromila euro — non nasconde perplessità il presidente di Aem, Massimo Siboni — sono l’incasso che garantisce uno stallo redditizio in una zona di pregio».

Stessa resa per un posto e per oltre duecento. Non aggiunge considerazioni, Siboni: toccherà all’amministrazione farle. Ma è evidente a tutti come si tratti di una anomalia che, a raddoppio realizzato, potrebbe poi condurre ad una differente gestione. Opzione: una parte resterebbe gratuita a servizio dei pendolari e un’altra parte, in quantità da chiarire, potrebbe essere messa a pagamento. Anche in questo caso, ovviamente, tenendo conto degli sviluppi viabilistici che potrebbe avere nei prossimi mesi il piano della mobilità, sul tavolo dell’assessore Simona Pasquali.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400