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Pioggia di bonus, Balotta: fallito il piano d'emergenza

A settembre sulle linee lombarde. Ben 26 linee su 37 nel mese di giugno non hanno raggiunto gli standard minimi di affidabilità

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

26 Agosto 2019 - 10:48

Pioggia di bonus, Balotta: fallito il piano d'emergenza

Il treno per Cremona in attesa a Milano Centrale

CREMONA (26 agosto 2019) - In una nota diffusa oggi, Dario Balotta (Europa verde) interviene sul caso dei bonus che Trenord dovrà distribuire nel prossimo mese. «Trenord ha reso noto - spiega Balotta - che settembre sarà un mese di pioggia di bonus per i pendolari lombardi. Sono infatti ben 26 linee su 37 che nel mese di giugno non hanno raggiunto gli standard minimi di affidabilità. Pertanto i pendolari del 70 % delle linee lombarde potrà acquistare l’abbonamento mensile con lo sconto del 30%, nel caso di abbonamento annuale potranno richiedere il Bonus alla scadenza dell’abbonamento.  In cima alla classifica delle linee peggiori calcolate sui ritardi, le soppressioni e la riduzione di carrozze ci sono quelle con origine o destinazione Milano che ammontano a 15 tratte. La seconda provincia è Brescia con 5 linee su 5 che interessano la città della Leonessa. Numerose però sono anche le linee (11 che) non interessano il capoluogo ma le aree periferiche della regione, tra queste entra per la prima volta la Brescia Iseo Edolo. E pensare che il piano emergenziale annunciato dall’a.d. e direttore generale Marco Piuri a dicembre scorso doveva tamponare il collasso dell’azienda. Nonostante la soppressione di ben 150 treni giornalieri e la promessa solenne che grazie ai tagli di 150  nel 2019 ci sarebbero stati treni più affidabili e regolari, Trenord ( 50% FNM e 50% FS) è ancora al collasso. La crisi si è invece aggravata nella gestione inefficiente dei turni del personale di scorta (capi treni) e di condotta (macchinisti),  nella manutenzione dei convogli  nonostante le costose esternalizzazioni e  la riorganizzazione denominata (deposito esteso). I treni nuovi arrivano con il contagocce ed il personale diminuisce anziché crescere come promesso. A ciò va aggiunto che la rete gestita da RFI (gruppo FS)  e FNM  è sempre malfunzionante e causa anch’essa disservizi. Con le risorse pubbliche trasferite a Trenord e la crisi climatica - conclude Balotta - in una regione come la Lombardia ci si aspetterebbero ben altri servizi».

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