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Martedì 17 Settembre 2019

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TEMPO LIBERO AI RAGGI X

Stili di vita, «Doccia fredda sul turismo»

I dati de Il Sole 24 Ore smorzano gli entusiasmi ferragostani. Le associazioni di categoria dicono la loro

«Doccia fredda sul turismo»

CREMONA (24 agosto 2019) - Risposte unitarie e di sistema, un bouquet più generoso di offerte ai visitatori, e marketing più efficace. Sono questi gli ingredienti alla base della ricetta che Confcommercio e Confesercenti propongono per contrastare i deludenti risultati del turismo a lungo termine a Cremona secondo la classifica nazionale stilata da Il Sole 24 Ore. Un posizionamento, quello della nostra provincia, che ha riportato in primo piano il vecchio problema del turismo mordi e fuggi. A esprimere qualche perplessità su almeno una parte dei risultati della classifica è Vittorio Principe, presidente di Confcommercio: «Quelli de Il Sole 24 Ore sono in larga misura dati difficili da interpretare e andrebbero comunque approfonditi e studiati con maggiore attenzione. E poi interessano solo i temi legati al tempo libero che, di certo, da solo non è sufficiente a riassumere criticità e potenzialità di un territorio come il nostro. Queste analisi offrono una visione parziale della provincia».

Giorgio Bonoli, direttore di Confesercenti, prova a tracciare un quadro organico delle cause che portano sì turisti a Cremona, ma solo per pochi giorni, oppure che spingono in città visitatori mossi da un interesse molto particolare. «Le motivazioni sono molteplici: vuoi per quello che la città offre dal punto di vista delle attrazioni, che di solito in due o tre giorni vanno esaurite, vuoi che il turista che dall’estero arriva a Milano, dal capoluogo si allontana solo per spostarsi verso mete classiche come Venezia, Firenze e Roma. In alternativa, lo stesso turista fa visite da toccata e fuga, ma sempre tenendo Milano come base, oppure arrivando a Cremona solo per un breve stop a metà strada fra una meta principale e l’altra. D’altra parte nel raggio di pochi chilometri ci sono località che un visitatore cercherà sicuramente di vedere se si trova in Italia».

La ricerca sugli stili di vita del tempo libero de Il Sole 24 Ore ha bocciato il sistema teatro cremonese, posizionando Cremona al 96esimo posto su 107 province. Il risultato, scottante, è dato dal rapporto fra il numero di spettacoli offerti ogni anno ogni 1000 abitanti. I direttori dei teatri del territorio: Ponchielli in città, San Domenico a Crema, Comunale a Casalmaggiore, Bellini a Casalbuttano, Sociale a Soresina e Viale a Castelleone non ci stanno, mostrano perplessità, ma dichiarano anche che gli enti pubblici si sono disinteressati dello spettacolo dal vivo e che sia urgente una politica di rinnovamento del pubblico, soprattutto delle fasce più giovani.

PRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

23 Agosto 2019