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RIFIUTI E AMBIENTE

Cremona diventa modello del 'No Discarica'

L’ultima struttura, a Malagnino, chiudeva 8 anni fa. Per i tecnici il sistema raccolta-inceneritore funziona. Differenziata oltre il 75%. Il materiale di riciclo smaltito in 45 impianti. Il volume dell’immondizia è in calo

Francesco Pavesi

Email:

fpavesi@cremonaonline.it

23 Agosto 2019 - 08:15

Cremona diventa modello del 'No Discarica'

CREMONA (23 agosto 2019) - Da otto anni senza discarica, ma la città sembra non risentirne. La formula No Discarica regge. Il sistema inceneritore-raccolta differenziata dei rifiuti tiene. Almeno a guardare la cifre. Il riciclo è arrivato al 75 per cento, il restante 25 finisce o nel termovalorizzatore o in discariche del Nord Italia, soprattutto inerti e rifiuti speciali. Inoltre, un altro dato sembra andare nella strada giusta: la diminuzione dei rifiuti in generale, passata dalle 38mila tonnellate nel 2018 alle 22mila attuali (dati fino a luglio). Dai dati emerge anche che i mesi più virtuosi sono quelli compresi tra maggio e novembre (record del 77 per cento), mentre quelli meno produttivi, da questo punto di vista, sono i mesi invernali (dicembre 71 e gennaio 72).

Nell’agosto del 2011 chiude la discarica di Malagnino (nella foto). Se ne sarebbe dovuta costruire una, adiacente all’area a Vescovato, ma non è mai stata costruita (anche perché le direttive europee diciamo che lo sconsigliano). La rinuncia, però, non sembra abbia inciso sul ciclo dei rifiuti.

Cremona, il servizio è di Linea Gestioni, ricicla tutto il possibile: vetro, carta, plastica, olio alimentare, elettrodomestici, legna, toner, ferro, lattine, medicinali e molto altro. In un anno sono state raccolte quasi 29mila tonnellate di rifiuti differenziati, contro le quasi 10mila non differenziate, una percentuale virtuosa, che supera il 75 per cento di riciclo. Il materiale raccolto viene inviato o ritirato in ben 45 impianti di conferimento, specializzati per il trattamento.

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    23 Agosto 2019 - 14:44

    semplificando: l'inceneritore DEVE restare. E' follia pensare, dire, immaginare di restare senza. Anche i più grandi esperti tedeschi di differenziata continuano a dire che ne avremo sempre bisogno (più efficienti e meno inquinanti, ovvio). Altrimenti con cosa alimentiamo il teleriscaldamento? Meglio ancora sarebbe premiare chi produce meno secco, ma la sperimentazione è appena cominciata mentre l'amministrazione promise di attivarla entro il primo mandato.

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