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Venerdì 20 Settembre 2019

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CROTTA D'ADDA

Sul 5G il paese si è diviso, per ora nessuna sperimentazione

Il sindaco chiede rassicurazioni: 'Servono più dati per fare valutazioni corrette'

Sul 5G il paese si è diviso, per ora nessuna sperimentazione

Una antenna

CROTTA D’ADDA (20 agosto 2019) - Nessuna sperimentazione della tecnologia 5G fino a quando gli enti competenti non si saranno espressi sull’assenza di rischi per la salute umana una volta attivati i ricevitori. Vedi disturbi del sonno, mal di testa, riduzione della memoria e, nei casi più gravi, anche tumori. È la posizione ufficiale dell’amministrazione del piccolo borgo sulle rive dell’Adda oggi guidata dal sindaco Sebastiano Baroni, dopo la decisione ufficiale del Governo di inserire anche Crotta nell’elenco dei 120 comuni italiani che dovranno provare l’installazione di queste mini antenne sul territorio per accelerare la velocità telematica. Scelta che ha fatto drizzare le orecchie e spaventare in tanti a Crotta, a partire dal comitato locale Tuteliamo il nostro ambiente e la nostra salute, che ha già lanciato numerosi segnali di allarme e preoccupazione, visto che oggi non ci sono studi e prove certe capaci di garantire che i ricevitori saranno innocui. La giunta in queste settimane ha scritto anche al ministero della Salute, all’Istituto Superiore della Sanità, al Consiglio Superiore della Sanità, all’Ats Val Padana e all’Arpa (agenzia regionale per l’ambiente) per chiedere una consulenza tecnica ufficiale. «Praticamente oggi ho una popolazione che è divisa a metà - spiega il primo cittadino - da una parte ci sono quelli favorevoli alla sperimentazione perché considerano il 5G utilissimo, dall’altra gli scettici per i quali invece questa tecnologia è molto dannosa».

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19 Agosto 2019