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CREMONA. REPORTAGE

Un giorno in piscina: acqua ok, male il prato. Spogliatoi? Bocciati

Gli spogliatoi invasi da un calore insopportabile, il parco abbandonato al degrado e la vecchia vasca convertibile chiusa rappresentano il rovescio della medaglia: in certi settori emerge una mancanza totale di manutenzione

Gianluca Corbani

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dduchi@laprovinciacr.it

02 Agosto 2019 - 11:50

Un giorno in piscina: acqua ok, male il prato. Spogliatoi bocciati

CREMONA (2 agosto 2019) - Nodo complesso dell’impiantistica sportiva cremonese, oggetto di degrado e polemiche, veleni politici, incursioni dei Nas, chiusure improvvise e repentine riaperture (l’ultima mercoledì 24 luglio). La Piscina Comunale, dal 2017 gestita dalla società veronese Sport Management, resta il cuore della Cremona che nuota, un luogo pubblico di aggregazione e di movimento tra i più preziosi della città. Luci e soprattutto ombre strutturali, però, emergono di riflesso al termine di una mattinata trascorsa nel centro sportivo di Piazzale Azzurri d’Italia, tra una nuotata e due chiacchiere al cancello d’ingresso. Da una parte, l’acqua della piscina rientrata su livelli più che accettabili dopo la chiusura del 20 luglio e standard igienici rientrati nella media accettabile per qualsiasi impianti pubblico. Gli spogliatoi invasi da un calore insopportabile, il parco abbandonato al degrado e la vecchia piscina convertibile chiusa rappresentano il rovescio della medaglia: in certi settori emerge una mancanza totale di manutenzione.
Il viaggio nella Piscina Comunale inizia dalla reception. Ingresso singolo per nuoto libero: 6 euro per i residenti in città, 7.30 per chi abita al di fuori dei confini comunali di Cremona. Un rincaro evitabile (nel capoluogo di provincia lavorano e passano la giornata migliaia di cremonesi residenti nei paesi) che peraltro definisce un rapporto qualità-prezzo discutibile.
Dal rinnovato corridoio di collegamento accediamo agli spogliatoi, nei quali le temperature sono decisamente elevate. Fa caldo, troppo, a causa della mancanza di finestre e di un sistema di ventilazione evidentemente poco efficace. Il pavimento, con fondo poroso, appare meno pulito di quanto sia effettivamente. Pochi minuti e siamo già in piscina, con occhialini e cuffia, per una veloce sessione di vasche. Qui la situazione è decisamente migliore: le chiusure per insufficienze sanitarie e le stilettate del sindaco Galimberti hanno portato più pulizia. Le corsie sono occupate da sportivi di mezza età, nuotatori incalliti già incontrati anni fa nelle stesse acque, anziani e una giovane coppia asiatica, ma vista l’ora – siamo nel cuore della mattinata – non c’è sovraffollamento. Il pieno arriverà soprattutto in pausa pranzo nel tardo pomeriggio, con i nuotatori del dopolavoro e gli agonisti del club. Comunque si nuota discretamente: nessun residuo di sabbia sul fondo, acqua limpida sui 27-28°. Il bagnino è gentile e disponibile.
Dopo la nuotata, è il momento di rilassarsi nella zona esterna. Impresa quasi impossibile: nel parco regna sovrana l’incuria. Anche perché l’attuale gestione, ormai sul piede di partenza, non sembra essere interessata ad investire nel rilancio. Il prato è secco, invaso da buche, rametti, mozziconi di sigaretta e sacchetti abbandonati. Qualche nuotatore prende un po' di tintarella tra una bracciata e l’altra, altri (pochi) stazionano per prendere il sole o leggere un libro. La zona verde non è più valorizzata e sfruttata come un tempo. L’altra nota dolente dell’area è la vecchia piscina convertibile da 25 metri, chiusa da tempo e abbandonata a sé stessa. Servirebbe davvero un’intensa opera di riqualificazione. Nel frattempo gli utenti del centro di Piazzale Azzurri d’Italia e gli sportivi cremonesi continuano a nuotare, ma anche a chiedere una gestione più vicina alle esigenze dei cittadini, più attenta alle potenzialità della vecchia cara Piscina Comunale. Con il timore di un’altra chiusura.

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