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CREMONA. IL RILANCIO DELLA FIERA

Prove tecniche di futuro. Dossier alleanze aperto

Soci in assemblea. Condiviso il documento per il rilancio dell'attività espositiva. Possibile un accordo con il polo di Parma per l'affitto di ramo d'azienda

Andrea Gandolfi

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dduchi@laprovinciacr.it

01 Agosto 2019 - 08:24

Pressing sul Consorzio. Zanchi è pronto a lasciare

CREMONA (1 agosto 2019) - Sostanziale condivisione – pur con qualche distinguo – della dichiarazione di intenti che punta al rilancio della Fiera ed è stata sottoscritta nei giorni scorsi dai presidenti Massimo Rivoltini (Confartigianato), Riccardo Crotti (Libera Associazione Agricoltori Cremonesi), Giovanni Bozzini (Cna), Alberto Griffini (Confimi Apindustria), Paolo Voltini (Coldiretti e Consorzio Agrario) e Vittorio Principe (Confcommercio). Il disco verde è arrivato dall’assemblea di CremonaFiere, tenuta ieri mattina in sede ed alla quale hanno partecipato tutti i rappresentati dei soci, con la sola esclusione di Rivoltini trattenuto da altri impegni.
È stata dunque ribadita la volontà comune di rimettersi al lavoro tutti insieme per la difesa e la valorizzazione di un asset strategico per il territorio, negli ultimi anni pesantemente indebolito dalle aspre divisioni del mondo economico. L’intesa di massima c’è, ma restano ancora sul tappeto questioni importanti da risolvere prima possibile.
A partire dall’intesa tra CremonaFiere ed il Consorzio Agrario, volta a superare il contenzioso che li oppone da tempo ed ha causato l’assenza dello stesso Consorzio dalle ultime edizioni della Fiere Zootecniche Internazionali. Il presidente Roberto Zanchi è al lavoro per cercare di raggiungere un accordo; finora gli sforzi non hanno prodotto il risultato sperato, ma a breve (forse già oggi o domani) dovrebbe essere la volta del faccia a faccia decisivo con Paolo Voltini.
Quanto alla richiesta - formulata nella dichiarazione di intenti agli enti pubblici ed agli istituti di credito soci - di impegnarsi per almeno altri cinque anni a garantire un sostegno economico non inferiore a quello attuale, da entrambe le parti si è precisato come non sia tecnicamente possibile assumersi un impegno del genere; anche se ci sono tutte le intenzioni di rimanere in modo concreto e consistente a fianco della Fiera.
Il futuro passerà quasi certamente anche dalla sinergia con altri centri fieristici. All’ordine del giorno dell’assemblea c’era l’ipotesi di affitto di ramo d’azienda, che potrebbe concretizzarsi nell’ambito dei contatti in corso da tempo con le Fiere di Parma, presiedute da Gian Domenico Auricchio.
L’urgenza principale è però quella di accrescere quanto possibile la partecipazione di espositori alle Fiere Zootecniche Internazionali Cremonesi: ed un recupero adeguato (considerando anche la ristrettezza dei tempi) sarà possibile solo se tutto il mondo agricolo si spenderà da subito e con convinzione per raggiungere l’obiettivo.
Tra le domande in attesa di risposta, una delle principali riguarda senza dubbio il futuro della presidenza. Il documento sottoscritto dai sei leader delle associazioni economiche, illustrato ieri, chiede espressamente che la guida di CremonaFiere sia affidata ad un socio, il cui nominativo deve essere condiviso dal mondo agricolo.
Non sono mancate le puntualizzazioni da parte del presidente di Confindustria Cremona Francesco Buzzella, che un anno fa aveva proposto e sostenuto la candidatura di Roberto Zanchi. «Se prendiamo alla lettera il testo della dichiarazione di intenti, il cui senso è comunque chiaro, il presidente dovrebbe dimettersi immediatamente», ha rimarcato Buzzella. «Siamo proprio sicuri che sia la strada giusta, o quantomeno che ci siano le condizioni per renderla tale? Siamo stati disponibili a rivedere decisioni del passato - a partire da quelle riguardanti il nuovo statuto - che solo un anno fa sembravano fondamentali; e siamo ancora disposti a fare quanto appare necessario per il rilancio della Fiera. Però attenti: servono i fatti che fino ad ora non abbiamo visto. E se spingiamo Zanchi - professionista preparato e a suo tempo proposto a fronte delle divisioni del mondo agricolo - ad andarsene, e intanto il mondo agricolo non si ricompatta e la fiera resta mezza vuota, alla fine rischiamo di trovarci solo con un cumulo di cocci. Sicuri che valga la pena?».

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