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CREMONA. ESTATE AL PARCO/4

Di corsa e in bici nel Paradiso degli sportivi

Al Maffo Vialli: yoga e passeggiate nel verde con il Po a un passo. Spazi adeguati a ogni tipo di attività, ma la pista va riqualificata. Il nodo del degrado

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

26 Luglio 2019 - 10:32

Di corsa e in bici nel Paradiso degli sportivi

Yoga al parco Maffo Vialli

CREMONA (26 luglio 2019) - Tardo pomeriggio: il caldo torrido pesa ancora eccome ma il popolo degli sportivi del dopolavoro si prepara a scaricare lo stress quotidiano al parco al Po Maffo Vialli, tra i suoi sentieri ombreggiati e i suoi spazi verdi forse un po’ trascurati ma comunque adatti ad accogliere i cremonesi che corrono e pedalano.
Uno spettacolo per lo scenario e la sicurezza che offre: al contrario di altre zone verdi della città, l’area è immune a fenomeni di spaccio o degrado sociale. In generale piacciono i ponti pedonali con la nuova staccionata di ferro. Ma il quadro non è idilliaco perché gli standard di pulizia e di qualità dei servizi anche qui lasciano a desiderare. Oltre alla mancanza di bagni pubblici (una costante nei parchi di Cremona), in certi angoli regna l’incuria e il fondo in asfalto della pista accusa i segni del tempo.
Doveroso riconoscere, innanzitutto, che il parco di via del Sale è il velodromo, la pista e la palestra a cielo aperto dei cremonesi. Dopo le 18 c’è spazio per tutte le categorie di appassionati: è il risveglio della città che si tiene in forma al di fuori dei confini delle canottieri. I ciclisti sono in netta maggioranza soprattutto al martedì e al giovedì, quando gruppi di amatori si aggregano a giovani agonisti (qui si allenano Cc Cremonese e Madignanese) e specialisti di triathlon lungo i curvoni della pista interna intitolata ai campioni cremonesi Ferrari e Pedroni, eroi sportivi del Dopoguerra. Poi arrivano i podisti e i camminatori del nord walking. C’è chi si dedica allo yoga e chi, in gruppo, alla ginnastica a corpo libero. Al venerdì sera è il turno delle arti marziali. Ma sono gli stessi sportivi che frequentano e vivono a chiedere più cura per questo formidabile polmone verde a due passi del grande fiume, che legandosi al vicino Lungo Po Europa, alle Colonie Padane, agli impianti sportivi di piazzale Azzurri d’Italia e alla ciclabile Golena del Po disegna un villaggio che molti invidiano a Cremona.
Un esempio: quando milanesi, bergamaschi e bresciani vengono al ‘Maffo Vialli’ per le gare di ciclismo giovanile o ciclocross, stropicciano gli occhi per la bellezza e il respiro offerto dal parco con pista annessa, un genere di paradiso sportivo ormai estinto nelle province più urbanizzate e industrializzate della Lombardia.
Claudio Bruni, del K3 Triathlon, si sta preparando all’allenamento in bici con i compagni di team Luca Bruni, Erminio Gastaldi, Mirco Masseroni ed Emiliano Campoli, mentre confessa: «In poche città esiste un parco così favorevole al ciclismo e allo sport in generale. Però c’è un aspetto da migliorare: è il fondo della pista».
Attilio Salami, Nicola Radi e Stefania Finizio dello Stradivari Triathlon, anche loro in bici, confermano: «Da tempo è necessario un intervento per riasfaltare la pista, che ormai è vecchia, o almeno pulirla dalla ghiaia. Perché così si buca troppo spesso e in caso di caduta c’è il rischio di procurarsi escoriazioni dolorose».
E anche Lorenza Milanesi, a passeggio con il cane, crede che il parco potrebbe essere più curato: «Devo dire la verità: è uno spazio tranquillo e rilassante ma tenuto non benissimo. Penso a quell’acquitrino, non un bel biglietto da visita».
In effetti, il laghetto centrale è ridotto ad un deposito di melma verde nel quale zampillano le rane e affoga qualche bottiglia di vetro. Altri rifiuti sono abbandonati sulle panchine, i cartelli sono imbrattati e, comun denominatore con altri parchi della città, mancano servizi igienici.
«L’inciviltà regna sovrana — aggiunge amareggiata Merope Frazzi, che nel parco Maffo Vialli si dedica al nordic walking ma anche alla lettura e allo yoga —. Servirebbero più contenitori per i rifiuti e in generale più pulizia, più manutenzione. Perché è uno spazio fantastico, nel quale amo immergermi per camminare o rilassarmi, e proprio per le potenzialità delle quali dispone andrebbe valorizzato meglio».
Non mancano gli appunti positivi: Emanuele Santi da Persichello si dedica al jogging e nota con piacere «le nuove staccionate, i ponti, la fontanella e in fondo c’è il bar del Bocciodromo a pochi passi».
Il viaggio nel parco si conclude con l’istruttore Giacomo Rigantini e i ragazzi della Ginnastica Dinamica Militare, che si ritrovano al tramonto al Maffo Vialli per iniziare una seduta a base di esercizi a corpo libero.
«Sì, si potrebbe pulire meglio e posizionare dei bagni chimici nel cuore del parco sarebbe un bel passo avanti. Mancano anche delle docce: è vero, puoi appoggiarti al camping, ma pagando 1 euro. E inserendo ostacoli o nuove strutture lungo i sentieri si rivitalizzerebbe anche l’area verde interna, quella meno vissuta».
La sera avvolge il parco Maffo Vialli e i cremonesi ancora pedalano, corrono, si allungano o saltano nel verde. In attesa di nuovi interventi. Perché questa, in fondo, è la loro palestra a cielo aperto.

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