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Domenica 18 Agosto 2019

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LA STORIA

'A Cremona devo la vita e la felicità'

Andrea Facconi - nato prematuro e salvato all'ospedale Maggiore - ha incontrato il suo idolo, il chitarrista dei Negrita, al concerto di venerdì sera

Negrita

Marco Facconi, Andrea Facconi, Enrico Salvi ed Emilia Begni

CREMONA (21 luglio 2019) - Nella foto scattata venerdì sera al concerto dei Negrita - dopo aver incontrato di persona il suo idolo Enrico Salvi, chitarrista e co-fondatore della band aretina - gli brillano gli occhi, come dovrebbe sempre essere per un bambino di dieci anni. Ma il lieto fine di ogni favola che si rispetti non era così scontato all’inizio della storia di Andrea Facconi, famiglia bresciana e un destino indissolubilmente legato a Cremona, che da sempre chiama con legittimo orgoglio ‘la sua città’.

Perché all’inizio di tutto, la notte in cui è scritto che venga al mondo, i tempi non sono quelli giusti: nasce molto prematuro - pesa solo 700 grammi - e deve farlo in trasferta perché né a Brescia né a Bergamo si trovano negli ospedali posti liberi e adatti a gestire l’emergenza. Così si punta su Cremona, dove la mamma Emilia Begni viene trasferita in fretta e furia. Destinazione ospedale Maggiore, dove Carlo Poggiani (allora primario di terapia intensiva) e la sua équipe estraggono dal loro cilindro un mezzo miracolo. Andrea nasce ma c’è da sudare freddo, troppo pochi quei sette etti per non organizzare una difesa che vada oltre ogni ragionevole dubbio di successo. Ma Carlo Poggiani e la sua squadra non sbagliano una mossa. "Per quattro mesi - racconta la madre - Andrea è dovuto restare nel reparto di terapia intensiva, dove gli hanno salvato la vita tre volte".

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22 Luglio 2019