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Martedì 10 Dicembre 2019

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CREMONA. IL FUTURO DEL PONCHIELLI

I teatri al tempo dell'algoritmo

Il sovrintendente Angela Cauzzi svela il singolare meccanismo che penalizza l'istituzione cremonese

I teatri al tempo dell'algoritmo

L'interno del teatro Ponchielli di Cremona

CREMONA (21 luglio 2019) - La qualità non paga: non è solo un adagio, ma è un’amara constatazione, quando a decidere è un algoritmo. Nei giorni scorsi il Mibac ha reso noti gli stanziamenti per l’anno 2019 del Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus), ovvero le risorse per teatro, musica, danza, festival e rassegne. Le sorprese non sono mancate e c’è chi si lamenta dei tagli, chi plaude le soluzioni ministeriali, frutto di una serie di parametri quantitativi e qualitativi, elaborati da algoritmi matematiche che puntualmente non mancano di sconcertare. Il Ponchielli accede ai fondi ministeriali per quanto riguarda il cartellone lirico, la rassegna di danza e il Festival Claudio Monteverdi.
«Da quando il numero massimo di domande da presentare al ministero è stato fissato a tre, abbiamo dovuto scegliere, prima una domanda a parte interessava anche la concertistica – afferma il sovrintendente Angela Cauzzi -. I fondi, come da meccanismo ministeriale, arrivano sul 2019 anno solare, quando grande parte dell’attività dell’anno è chiusa e già stiamo pensando alla programmazione del 2020. I finanziamenti seguono l’anno solare e non quello delle stagioni teatrali che vanno da ottobre a marzo». Non è questa l’unica stranezza nei meccanismi ministeriali e ne sono un esempio da un lato le valutazioni di qualità che premiano le stagioni del Ponchielli, salvo poi – in base alla quantità di titoli proposti, di giornate lavorative realizzate e di contributi versati all’Enpals – decidere di calibrare i fondi.

L'intera intervista ad Angela Cauzzi sul giornale La Provincia di domenica 21 luglio 2019

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22 Luglio 2019