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Domenica 18 Agosto 2019

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MALAGNINO. IL CASO

"Le nostre cocorite non disturbano", così si difende Rudi Casella

L'operaio 38enne è tra i dieci allevatori certificati in Italia, ma è stato portato in tribunale dai vicini per il cicaleccio e gli odori

cocorite

MALAGNINO (15 luglio 2019) - Trentotto anni, operaio, Rudi Casella è tra i dieci allevatori certificati, in Italia, di «ondulati di forma e posizione, dette volgarmente cocorite inglesi». Ed è l’unico allevatore nel Cremonese. Con la moglie Elisa accudisce i pappagallini nel garage della loro villetta in via Giovanni Falcone, civico 7, a Malagnino. Nel box - pulitissimo («è merito di mia moglie») - ci sono due grandi voliere, i maschi da una parte, le femmine dall’altra. Il mangime, le proteine, il calcio per il piumaggio, il carbone «per l’intestino», l’acqua depurata. Rudi ed Elisa trattano le cocorite come se fossero loro bimbe. Bimbe da ‘oscar’. Perché sulle pareti sono appesi numerosi diplomi e coccarde: i premi. Come il primo, prestigioso, premio di classe del ‘Club amici dell’ondulato’.
Il benessere dei loro uccellini è sotto gli occhi di chi entra nel garage e si infila nelle voliere. Ma non è questo il punto. I vicini di casa, la famiglia Ghidini, marito, moglie e figlio che abitano al civico 5, hanno sferrato un attacco a Rudi ed Elisa, trascinandoli in tribunale. L’accusa: «Da cinque anni non riusciamo più a riposare, svegliati all’alba, tra le cinque e le cinque e mezzo del mattino, dal rumore assordante proveniente dal box . Il disturbo permane». Non solo il cicaleccio. I vicini lamentano «gli odori». E nel processo si sono costituiti parte civile.
Il caso delle cocorite è diventato mediatico. Rudi ed Elisa non s’immaginavano un tale clamore. «Io non ho niente da recriminare», dice l’allevatore. «È tutto scritto lì». ‘Lì’ è il verbale di ispezione dei carabinieri della Forestale che al civico 7 di via Falcone si sono presentati alle sette e un quarto del mattino del 21 settembre del 2017, giovedì.
«L’ispezione inizia alle ore 8.15 - è scritto nel verbale -, constatando che il disturbo provocato dallo strepitio degli animali era appena percepibile dal cancello di ingresso dell’abitazione e che non si rilevano odori sgradevoli provenire dall’abitazione o dal garage». L’ispezione era proseguita nel box. «Relativamente ai rumori e strepitii percepiti all’interno del garage — prosegue il verbale — è inequivocabile che siano rilevanti. Tuttavia, non è possibile stabilire se gli stessi possano rappresentare una fonte di disturbo per i vicini. La prima stanza fruibile dell’abitazione confinante è il garage, anche se la percezione degli strepitii che i verbalizzanti hanno avuto all’interno dell’abitazione è stata irrilevante, tenuto conto che il soggiorno confina direttamente con il garage, ma le gabbie sono a ridosso del muro di confine con i garage dei Sigg. Ghidini». «Altri vicini che si sono lamentati? No. — ribatte Rudi -. Con gli altri vicini noi siamo in buonissimi rapporti; vengono anche a casa nostra e portano i loro bambini a giocare con le nostre figlie. Non so come mai sia successa questa cosa. Non me la so spiegare».

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14 Luglio 2019