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Martedì 23 Luglio 2019

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SANITA' E TANGENTI

Caso Vero, quel pressing su Corno

Il manager ha testimoniato nel processo a carico dell’ex governatore Roberto Formigoni, di Carlo Lucchina e Simona Mariani

Caso Vero, quel pressing su Corno

L'ex governatore lombardo Roberto Formigoni

CREMONA (25 giugno 2019) - Laurea in architettura al Politecnico di Milano, Gerolamo Corno, 68 anni, per 45 ha lavorato nel mondo della sanità. Dal 2003 al 2007 è stato responsabile dell’edilizia sanitaria in Regione Lombardia, poi direttore generale del Fatebenefratelli, quindi ha assunto lo stesso incarico all’Istituto nazionale dei tumori di Milano, dal 2009 al marzo del 2015.
Oggi il manager ha testimoniato nel processo sulle presunte tangenti in sanità a carico dell’ex governatore Roberto Formigoni, Carlo Lucchina, ex direttore generale della sanità lombarda, e Simona Mariani, lei ex dg dell’ospedale Maggiore di Cremona. È il caso Vero, l’apparecchiatura diagnostica acceleratore lineare usata in campo oncologico, piazzata da Giuseppe Lo Presti, imprenditore della Hermex Italia, al Maggiore per 8 milioni di euro finanziati dalla Regione. Piazzata dietro il pagamento di una maxi tangente a Massimo Gianluca Guarischi, l’ex consigliere lombardo di FI che ha regalato a Formigoni ‘utilità’ per 447 mila euro in cambio di un trattamento preferenziale alla Hermex Italia. Storia di vacanze lussuose, orologi e cash. Lo Presti non riuscì a piazzare Vero all’Istituto Tumori di Milano. Corno in aula racconta le pressioni ricevute dall’imprenditore, parla di uno strano trasferimento al Niguarda (poi rientrato), notizia tra l’altro appresa da una giornalista di Repubblica. Parla di uno strano incontro al 35esimo piano del Pirellone.

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25 Giugno 2019