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Lunedì 17 Giugno 2019

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Un banco di pesci vola su Brescia

Installazione sul portone del ristorante Veleno

Un banco di pesci vola su Brescia

Maurizio Amato e Davide Patruno

BRESCIA (21 maggio 2019) - Un banco di pesci che guizza… nel cielo di Brescia. Uno spettacolo da ammirare - ancora per una manciata di giorni - alzando gli occhi oltre l’insegna del gourmet restaurant Veleno, a Palazzo Martinoni, in via Gramsci 10, nel cuore del centro storico della Leonessa. I quattordici grandi pesci volanti compongono l’installazione No More Room in the Lagoon, progettata dall’artista Anna Paola Cibin ed esposta per la prima volta sul Canal Grande durante la Biennale d’Arte del 2013, prima di girare il mondo tra New York e Parigi, Singapore e Londra. L’opera realizzata con preziose sete, velluti, broccati e dettagli di vetro di Murano e foglia d’oro, con i grandi occhi dipinti delle creature acquatiche che guardano il mondo da altrove, trasforma il cielo di Brescia in un mare caleidoscopico.

L’installazione svela il concept di Veleno, ristorante che coniuga arte, cibo e design. Inaugurato lo scorso marzo dallo chef Maurizio Amato e dal restaurant manager Davide Patruno, è un viaggio emozionale che inizia dal gusto per raggiungere l’estasi dei sensi. Veleno è una nuova idea che torna alle origini della parola Venus, ossia filtro amoroso nella sua accezione letterale: una pozione che induce alla vulnerabilità e che può inebriare. Così vuole essere il ristorante situato al primo piano di Palazzo Martinoni già di Rosa, cornice storica che si accende grazie all’incontro con l’arte contemporanea e con il design.

Il menu fonde elementi del territorio che vogliono ricordare le domeniche in famiglia e al contempo attinge alla cucina internazionale, così da attivare contaminazioni virtuose. Con le spezie di Istanbul e la cultura turca, con i riti orientali, l’attenzione francese ai dettagli e la vivacità di Praga, con tecniche di cottura evolute ma mai estreme. Lo spazio si declina in cinque sale principali, fra cui uno scenografico salone da ballo e un’intima saletta-bomboniera sormontati da volte affrescate, soffitti a cassettoni e circondati da grandi finestre, tessuti damascati e camini. A disposizione degli ospiti anche una confiserie alla francese, uno spazio dedicato a chi ama i dolci. «Veleno per me è simbiosi tra amore e sapore - spiega Patruno -. È passione e voglia di vincere, sperimentare e gioire. È il ricordo di pozioni di nonne e madri. È espressione, lussuria, emozione, nascita e orgoglio». Parola rilanciate così da chef Amato: «Veleno è il sogno di una realtà sostenibile, un punto di partenza per le nuove generazioni. Una ristorazione attuale che non segue le tendenze ma le detta. Veleno è in ognuno di noi».

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21 Maggio 2019