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LA RIFLESSIONE

Gli odiatori in servizio permanente

Mauro Cabrini

Email:

fpavesi@cremonaonline.it

02 Aprile 2019 - 07:42

Gli odiatori in servizio permanente

Alessia Manfredini non ha bisogno di essere difesa: sa farlo benissimo da sola. A dover essere tutelata, invece, è un’idea: quella che sta dietro al diritto sacrosanto e alla altrettanto sacrosanta libertà di portare avanti l’impegno civico-politico per la propria città. Nei modi e nelle forme di partecipazione che si ritengono più adatte: più confacenti a se stessi, più adeguate alla città, non per forza condivise. Senza che qualcuno si senta in dovere di insultare, attaccare, contestare, dileggiare. Insinuando dubbi e colpendo a prescindere, come se in nessun caso si tollerasse la notorietà. Da dietro uno schermo: senza faccia e a costo zero.

Mi spiego meglio: la scorsa domenica mattina, l’assessore all’Ambiente e gli attivisti della sua lista di appoggio esterno al sindaco uscente, Gianluca Galimberti, hanno portato in centro la loro prima iniziativa in vista della campagna elettorale.
Eco-azione, l’hanno chiamata: guanti e sacchi a disposizione, hanno indossato i pantaloni grami e mentre intorno la gente si faceva l’aperitivo si sono inginocchiati sul porfido del centro storico a strappare erbacce, fra il duomo, largo Boccaccino e vicoletti. L’hanno fatto con trasparenza: non si sono spacciati per volontari delle buone intenzioni e nemmeno per paladini del bel gesto; hanno invece correttamente spiegato che si trattava di una mobilitazione da inquadrare nelle tappe di avvicinamento alle elezioni. E per sottolinearlo, senza infingimenti, hanno indossato tutti tanto di maglietta con logo della civica: cittadiniperpassione.

Bene: tempo zero e sui social si è scatenato l’attacco. Hate speech: la solita spirale che si autoalimenta sino a diventare fenomeno ingovernabile. «Non avete pulito la città per cinque anni, pulite adesso», «invece che in centro andate nelle periferie», «siete ridicoli», «la manfredini sbagliata mostra così quello che questa giunta doveva fare e non ha mai fatto», «andate a lavorare», «fate schifo». Decine di commenti, tralasciando gli insulti più beceri alla persona: infilati qui e la, dentro il campo semantico preferito dell’odio veicolato a mezzo web.

Manfredini ha provato a replicare: spiegando che quell’operazione era da campagna elettorale e non è stato nascosto, che nelle periferie ci sarebbe andata, che l’attenzione all’ambiente e al decoro della città ha sempre fatto parte della sua visione dell’essere politica. Cittadina-politica. Tutto inutile: l’onda degli haters non si è arrestata. E Manfredini ha incassato un’altra serie di accuse e improperi: gratuiti a lei che pure, essendo politica, sa come funziona (ma non dovrebbe funzionare) avendo scelto di porsi comunque in prima linea; e ancora più gratuiti a tutti gli altri, che invece la prima linea non l’hanno ancora scelta.

Ecco il punto: è inaccettabile rischiare di finire sotto una montagna di fango ogni volta che si organizza o si fa qualcosa per la città. Soprattutto se la si pulisce invece di sporcarla, se si strappano erbacce invece di imbrattare muri. Vale per quel che è accaduto domenica e vale per ogni altra manifestazione, vale per Manfredini e per chiunque altro. A sinistra e a destra, sopra e sotto. E vale per un motivo semplice: dietro ad ogni atto che finisce nel mirino, c’è una persona con una vita vera, una famiglia vera, amici veri, una propria storia. E una dignità. Da non calpestare. Va contrastata, l’onda delle sentenze vigliacche: perché tirare pietre e nascondere la mano è un intollerabile meccanismo da bulli da marciapiede. E perché chi, a causa della mancanza di un contatto concreto e visivo con l’oggetto da colpire si sente meno responsabile delle proprie azioni e delle conseguenze psicologiche, anche dolorose, che possono procurare, va isolato. Responsabilizzato, non deresponsabilizzato. Delegittimato, non legittimato. Sfumato. Anche qui, sul selciato di pregio del cuore cittadino.

E il problema vero è che la violenza verbale rischia persino di trasformarsi in emergenza sociale: lo dicono i numeri dell’osservatorio Vox, che in uno studio elaborato insieme alle Università di Milano, Bari e La Sapienza di Roma ha analizzato 2,6 milioni di tweet postati nell’arco di 12 mesi di quel tipo. Sta diventando la regola, non l’eccezione. È prepotenza che si mangia tolleranza. Disvalore contro valore. E nel caso specifico, al netto di ogni giudizio sul suo operato politico, che può piacere o meno, essere gradito o no, considerato positivamente o negativamente, chi conosce Alessia Manfredini sa che l’erba l’ha sempre strappata. Così come ha sempre raccolto rifiuti, ridipinto panchine, accumulato mozziconi e sistemato aiuole. Lo faceva ben prima di diventare assessore, ha continuato a farlo dopo. È fatta così. Piaccia o no. Unica differenza: stavolta aveva la maglietta di Cittadiniperpassione. E l’ha messa apposta: per dire che, stavolta, si sporcava le mani, anche, per un’operazione di visibilità politica. L’ha dichiarato, mica nascosto. E l’erba, insieme al suo gruppo, l’ha strappata comunque: sei sacchi, quelli riempiti.

Dietro il torrazzo c’è un po’ più pulito, adesso: apprezzatelo e datevi pace, leoni da tastiera. E magari, quando c’è la Festa del Torrone godetevi lo spettacolo invece di infastidirvi perché per tre giorni non riuscite a parcheggiare di fianco al portone di casa; oppure, ancora, quando c’è il Mercato Europeo in centro, turatevi il naso per una notte, superate la puzza di fritto e assaporate il panino alla porchetta insieme al cuore della città pieno di gente. Provateci. C’è una Cremona, ampia anche se più silenziosa, che vi seguirà. Più di quanto non lo faccia ora nell’insulto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

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Commenti all'articolo

  • stradivari

    02 Aprile 2019 - 12:18

    Caro Direttore, io eviterei di mischiare le proprie mansioni, i politici facciano i politici, i giardinieri facciano i giardinieri, i giornalisti facciano i giornalisti ,gli avvocati facciano gli avvocati.

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    • kgraffittarok

      02 Aprile 2019 - 12:58

      Questo però non deve giustificare gli insulti gratuiti che è poi quello che si legge nella bellissima riflessione.

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    • kgraffittarok

      02 Aprile 2019 - 12:58

      Questo però non deve giustificare gli insulti gratuiti che è poi quello che si legge nella bellissima riflessione.

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    • kgraffittarok

      02 Aprile 2019 - 12:58

      Questo però non deve giustificare gli insulti gratuiti che è poi quello che si legge nella bellissima riflessione.

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